Il pensiero scientifico alla prova del #coronavirus

Il pensiero scientifico alla prova del #coronavirus

Ultimo aggiornamento: 9 marzo 2020, ore 13:00

La lista si sta allungando, quindi inseriamo un indice 🙂

  1. Introduzione
  2. Sapere di cosa si parla
  3. Perché è importante evitare la diffusione incontrollata
  4. Perché questa è la nostra normalità
  5. Perché un buon film è meglio di tante parole
  6. Sfruttare il fatto di essere sulle “spalle dei giganti”
  7. Perché servono le misure di prevenzioni
  8. Perché può essere un’occasione per imparare a cogliere tutti i benefici di Internet
  9. Perché può essere un’occasione per apprezzare la creatività umana

Introduzione

Fa specie in questi giorni osservare la natura umana alle prese con paure ataviche. Il Coronavirus ha invaso la nostra quotidianità, dalle bacheche di Facebook fino ai telegiornali e ai bar di quartiere. Tutti sono diventati dei virologhi patentati, al confronto il calcio è un tema da signorine, e anche i virologhi di professione non è che brillino per capacità divulgative.

nature photo

(piuttosto che dare visibilità a dei “bravi” meglio un’immagine come quella sopra)

Ecco quindi il mio personale resoconto delle cose che vorrei salvare da questo “cigno nero”. Lo prometto, cercherò di aggiornalo.

Se volete segnalarmi qualche perla, lasciate un commento.

Sapere di cosa si parla

ValigiaBlu è un interessante esperimento di giornalismo sostenuto via crowdfunding. Qualità assoluta, pochi articoli pubblicati, nessuna rincorsa alla notizia del momento o del video acchiappa-clic. Il posto ideale dove, senza frenesia, fare il punto su cosa veramente conosciamo del Coronavirus.

Cosa sappiamo sul nuovo Coronavirus in Italia” – 25 Febbraio 2020 di Angelo Romano, Claudia Torrisi, Andrea Zitelli per Valigia Blu

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Cosa sappiamo sul nuovo Coronavirus in Italia - 25 Febbraio 2020 di Angelo Romano, Claudia Torrisi, Andrea Zitelli per Valigia Blu Condividi il Tweet

Perché è importante evitare la diffusione incontrollata

Poche parole, un approccio matematico che non nasconde i limiti (naturali) della nostra sanità.

“UN RIANIMATORE SPIEGA LA SITUAZIONE” Fonte: Facebook

UN RIANIMATORE SPIEGA LA SITUAZIONE

Coronavirus: spieghiamo perché non dovete avere paura ma dovete stare a casa.

Sono un medico rianimatore ed è per questo che mi permetto di spiegarvi come mai lo Stato stia prendendo delle decisioni così drastiche.

Il problema del Coronavirus non è la sua gravità, dal momento che è solo 10, o forse 20, volte più serio dell’influenza. Per quali motivi è più serio dell’influenza?

È diverso, quindi non siamo molto abituati;

Gli anziani non sono vaccinati.

Quindi chi è più a rischio? Gli anziani. Come sempre. I bambini molto meno, non sono segnalati casi gravi pediatrici per il momento.

Allora, come mai ci preoccupa così tanto? Perché è MOLTO PIÙ INFETTIVO dell’influenza, ciò vuol dire che si trasmette con enorme facilità.

A questo punto facciamo qualche calcolo così da capire meglio qual è il problema.

L’Influenza

Di norma l’influenza colpisce nell’arco di una stagione, supponiamo in 5 mesi, circa il 10% della popolazione. Quindi colpisce circa 5 milioni di italiani nell’arco di 30*5 = 150 giorni. La mortalità è dello 0,1%, quindi abbiamo circa 5000 morti (quasi tutti anziani) ogni anno in 150 giorni. Per ogni morto supponiamo di avere circa 4-5 pazienti in rianimazione, per tenerci larghi, e che tutti vadano messi in terapia intensiva. Mettiamo quindi 25.000 persone in terapia intensiva in 150 giorni, con degenza media di 7 giorni, ciò significa 1000-2000 pazienti al giorno in terapia intensiva in Italia durante l’inverno.

Riassumiamo:

Infettività: 10% potenziale (dati reali) = 50 milioni * 10% = 5 milioni di infetti, molti dei quali inconsapevoli.

Mortalità: 0,1% stimata = 5000 persone in 150 giorni.

Critici: 5*0,1% = 25.000 persone in 150 giorni. quindi circa 1000-2000 persone in terapia intensiva al giorno per influenza.

I posti letto in terapia intensiva sono per la provincia di Venezia, dove io abito, circa 60 su 1 milione di abitanti, quindi potrebbero essere circa 4000 in tutta Italia. Questo significa che nella peggiore delle ipotesi i pazienti con influenza e le sue complicazioni, ovvero la polmonite, occupano tra il 25 e il 50% al massimo delle terapie intensive d’Italia nel massimo del picco.

Il Coronavirus

Vediamo ora cosa può accadere con il Coronavirus. Ricordiamoci che la grande differenza è che il Coronavirus è estremamente più infettivo e potrebbe infettarci, anziché in 150 giorni, in 30-60 giorni. Supponiamo 60 giorni. Ricordiamo che può colpire fino al 60% della popolazione, dati stimati, quindi facciamo qualche calcolo:

Infettività: 60% potenziale (dati stimati) = 50 milioni * 60% = 30 milioni di infetti, di cui la stragrande maggioranza inconsapevoli.

mortalità: 1-2% stimata = tra 500.000 e 1.000.000 milione di persone.

Critici: 5% = 1.500.000 persone in 60 giorni. quindi circa 300.000 persone in terapia intensiva.

Ma abbiamo solo 4000 posti letto! Come possiamo mettere 300.000 persone in terapia intensiva quando abbiamo solo 4000 letti?

ADESSO LO AVETE CAPITO COME MAI DOVETE STARE A CASA?

Se state a casa, la gente si infetta poco alla volta. Molti non se ne accorgono. Gli altri, specialmente gli anziani, ma anche qualche giovane, noi medici e infermieri li prendiamo, li mettiamo in terapia intensiva, li curiamo e ve li restituiamo. Un poco alla volta.

Se invece tutti escono di casa il rischio è che si infettino tutti insieme e che quindi non riusciamo a gestirli, con un aumento importante della mortalità.

NON DOVETE ANDARE IN PANICO, MA PRENDETE LA COSA SERIAMENTE. STATE A CASA.

Amen.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere UN RIANIMATORE SPIEGA LA SITUAZIONE Fonte: Facebook Condividi il Tweet

Perché questa è la nostra normalità

La capacità della scienza è di essere predittiva (all’interno di un insieme di condizioni per cui l’esperimento è ripetibile e il modello/teoria viene validato). Ecco dunque la spiegazione matematica del perché non possiamo eradicare i virus.

“Perché non ci libereremo mai dei virus?” di Romina Travaglini per Scientificast

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché non ci libereremo mai dei virus? di Romina Travaglini per Scientificast Condividi il Tweet

Perché è meglio in alcuni casi limitarsi ad ascoltare (con le orecchie aperte)

Ogni occasione viene essere sfruttata dagli “artisti” della truffa. Figurarsi una pandemia! Ecco fiorire esperti per tutte le occasioni, complottisti di vari colori e tendenze, mitomani, ladri e truffatori. Ancor di più in questi periodi, una notizia senza una fonte a supporto (la famosa domanda “ma tu come fai a sapere questa cosa?”) non è una notizia, sia che venga da un giornale sia che venga da un blog o da un social.

Ce lo ricorda Paolo Attivissimo, giornalista e noto debunker, in  “Non mandate ai debunker presunte bufale sul coronavirus da indagare: cestinatele e basta” su Disinformatico.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Non mandate ai debunker presunte bufale sul coronavirus da indagare: cestinatele e basta - Disinformatico Condividi il Tweet

Perché un buon film è meglio di tante parole

Se non sapete come trascorrere le giornate a disposizione vi consiglio un ottimo film che, con approccio scientifico e molto aderente alla realtà, racconta di un possibile contagio. Cast stellare, regia di qualità, sceneggiatura attenta a non scivolare in banalità e fake news.

Buona visione di Contagion, un film del 2011 di Steven Soderbergh.

Quando un virus letale inizia a diffondersi rapidamente in tutto il mondo, un team di medici inizia una corsa contro il tempo per cercare una cura e per controllare il panico che sembra procedere tanto velocemente quanto il virus stesso.

#sapevatelo #coranovirus #daguardare Contagion #film Condividi il Tweet

Sfruttare il fatto di essere sulle “spalle dei giganti”

Una buona lettura, non a caso si chiamano classici. Ottimo sunto fatto da un dirigente della nostra scuola, troppo spesso vituperata al pari della sanità.

Lettera agli studenti – 25 febbraio 2020

AGLI STUDENTI DEL VOLTA

“La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia…..”

Le parole appena citate sono quelle che aprono il capitolo 31 dei Promessi sposi, capitolo che insieme al successivo è interamente dedicato all’epidemia di peste che si abbatté su Milano nel 1630. Si tratta di un testo illuminante e di straordinaria modernità che vi consiglio di leggere con attenzione, specie in questi giorni così confusi. Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria…. In quelle pagine vi imbatterete fra l’altro in nomi che sicuramente conoscete frequentando le strade intorno al nostro Liceo che, non dimentichiamolo, sorge al centro di quello che era il lazzaretto di Milano: Ludovico Settala, Alessandro Tadino, Felice Casati per citarne alcuni. Insomma più che dal romanzo del Manzoni quelle parole sembrano sbucate fuori dalle pagine di un giornale di oggi.

Cari ragazzi, niente di nuovo sotto il sole, mi verrebbe da dire, eppure la scuola chiusa mi impone di parlare. La nostra è una di quelle istituzioni che con i suoi ritmi ed i suoi riti segna lo scorrere del tempo e l’ordinato svolgersi del vivere civile, non a caso la chiusura forzata delle scuole è qualcosa cui le autorità ricorrono in casi rari e veramente eccezionali. Non sta a me valutare l’opportunità del provvedimento, non sono un esperto né fingo di esserlo, rispetto e mi fido delle autorità e ne osservo scrupolosamente le indicazioni, quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo, di continuare – con le dovute precauzioni – a fare una vita normale. Approfittate di queste giornate per fare delle passeggiate, per leggere un buon libro, non c’è alcun motivo – se state bene – di restare chiusi in casa. Non c’è alcun motivo per prendere d’assalto i supermercati e le farmacie, le mascherine lasciatele a chi è malato, servono solo a loro. La velocità con cui una malattia può spostarsi da un capo all’altro del mondo è figlia del nostro tempo, non esistono muri che le possano fermare, secoli fa si spostavano ugualmente, solo un po’ più lentamente. Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile. L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore. Rispetto alle epidemie del XIV e del XVII secolo noi abbiamo dalla nostra parte la medicina moderna, non è poco credetemi, i suoi progressi, le sue certezze, usiamo il pensiero razionale di cui è figlia per preservare il bene più prezioso che possediamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità. Se non riusciremo a farlo la peste avrà vinto davvero.

Vi aspetto presto a scuola.

Domenico Squillace

fonte: https://www.liceovolta.it (copia su Repubblica)

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Perché servono le misure di prevenzioni

Le misure di prevenzione, ossia le linee guida che gli altri devono seguire ma io no.

In questi giorni sto facendo un grande sforzo a mantenere comunque un certo tono, senza dare di matto. Ma è difficile. Ti citano il pensionato in fuga da Codogno e, nel frattempo e dopo aver passato del tempo con una persona positiva al virus ricoverata in rianimazione, si giustificano per aver invitato persone a cena, essere andati in luoghi affollati, aver “fatto visita” a un defunto. Sarà, ma se si applicano vanno applicate da tutti e alla domanda perché serve risponde il grafico ripreso oggi da varie testa.

grafico: Fondazione Gimbe, tradotto e adattato da Fong et al, 2020; Eid Journal/Cdc

fonte: A cosa servono le misure di prevenzione per il coronavirus, spiegato da un grafico, a cura di Mara Magistroni per Wired

#sapevatelo #coranovirus #daleggere A cosa servono le misure di prevenzione per il coronavirus, spiegato da un grafico - Mara Magistron per Wired e altri Condividi il Tweet

Perché può essere un’occasione per imparare a cogliere tutti i benefici di Internet

Nei momenti come questi abbiamo tempo e possibilità per cambiare le abitudini, per provare cose nuove, per essere curiosi. Ben vengano quindi le iniziative del governo, delle aziende, delle associazioni e anche dei singoli che fanno leva sulle possibilità che la rete (nel senso più ampio possibile) mette a disposizione superando la stretta necessità del muoversi fisicamente.

Qui potete trovare le iniziative sostenute e diffuse dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione che amplia la connettività dati, mette a disposizione libri, riviste, giornali e tant’altro.

Qui una iniziativa rivolta alla scuola (e riportata anche nell’elenco precedente. Meglio una volta di più che una in meno). #lascuolacontinua

Se avete altre iniziative, segnalatele pure nei commenti.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché può essere un'occasione per imparare a cogliere tutti i benefici di Internet #lascuolacontinua #solidarietàdigitale Condividi il Tweet

Perché può essere un’occasione per apprezzare la creatività umana

In questi frangenti, i primi settori che vanno in crisi sono quelli reputati “meno essenziali”. Si sono chiusi i cinema, i teatri, le scuole, le mostre… tante occasioni per apprezzare la creatività umana. Eppure, proprio in questi momenti, è importante far leva su tutti gli aspetti che ci rendono umani.

Eccovi quindi la bella iniziativa di un diciasettene britannico, William Gibson, ossia come aiutarci a rispettare il tempo e i modi consigliati per il lavaggio delle mani, una delle forme di prevenzione più semplici e più efficaci.

Potete leggerlo nel bell’articolo “Il generatore di poster con testi di canzoni da canticchiare 20 secondi, il tempo giusto per lavarsi le mani” a cura di Federica Maccotta per Wired oppure andare direttamente su WashYourLyrics.com

Hey virus, we will rock you!!!
#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché può essere un'occasione per apprezzare la creatività umana #washyourlyrics Condividi il Tweet

Addendum (visite virtuali dei principali musei mondiali)

  1. Pinacoteca di Brera – Milano https://pinacotecabrera.org
  2. Galleria degli Uffizi – Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali
  3. Musei Vaticani – Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html
  4. Museo Archeologico – Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/
  5. Prado – Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works
  6. Louvre – Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne
  7. British Museum – Londra https://www.britishmuseum.org/collection
  8. Metropolitan Museum – New York https://artsandculture.google.com/explore
  9. Hermitage – San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj
  10. National Gallery of art – Washington https://www.nga.gov/index.html

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