Il pensiero scientifico alla prova del #coronavirus

Il pensiero scientifico alla prova del #coronavirus

Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2020, ore 17:30

La lista si sta allungando, quindi inseriamo un indice 🙂

  1. Introduzione
  2. Sapere di cosa si parla
  3. Perché è importante evitare la diffusione incontrollata
  4. Perché questa è la nostra normalità
  5. Perché un buon film è meglio di tante parole
  6. Sfruttare il fatto di essere sulle “spalle dei giganti”
  7. Perché servono le misure di prevenzioni
  8. Perché può essere un’occasione per imparare a cogliere tutti i benefici di Internet
  9. Perché può essere un’occasione per apprezzare la creatività umana
  10. Perché dobbiamo verificare le notizie, anche se sono pubblicate su “rinomati” giornali
  11. Perché la scienza è democratica e avere l’accesso ai dati è essenziale
  12. Perché la storia, pur non essendo predittiva, è pur sempre una grande maestra (post autonomo)
  13. App Immuni – Molto rumore per nulla? Si, ma una buona occasione per riflettere! (post autonomo in continuo aggiornamento)
  14. Per nostra fortuna, esiste il fact-checking (ossia la verifica dei fatti)
  15. Perché dobbiamo continuare a prestare attenzione e a non farci prendere dalla frenesia del riaprire
  16. Perché dobbiamo verificare le notizie, anche se sostenute da personaggi famosi
  17. Perché dobbiamo dare il tempo necessario alla ricerca di un vaccino
  18. Perché dobbiamo portare tutti una mascherina (e migliorare la nostra igiene)
  19. Perché non possiamo tornare (adesso) ai comportamenti pre-pandemia
  20. Un disastro di presunzione e una mancanza di buon senso e di senso civico.
  21. Perché non è possibile avere (adesso) tutte le risposte come nel manuale delle giovani marmotte? (NEW)
  22. Le false ragioni che fanno “abbassare la mascherina” (NEW)
  23. Perché ci dobbiamo far piacere le mascherine (e continuare a indossarle fino alla completa eliminazione del virus)? (NEW)
  24. Come il virus ha vinto e perché conoscerlo è necessario (NEW)

Introduzione

Fa specie in questi giorni osservare la natura umana alle prese con paure ataviche. Il Coronavirus ha invaso la nostra quotidianità, dalle bacheche di Facebook fino ai telegiornali e ai bar di quartiere. Tutti sono diventati dei virologhi patentati, al confronto il calcio è un tema da signorine, e anche i virologhi di professione non è che brillino per capacità divulgative.

nature photo

(piuttosto che dare visibilità a dei “bravi” meglio un’immagine come quella sopra)

Ecco quindi il mio personale resoconto delle cose che vorrei salvare da questo “cigno nero”. Lo prometto, cercherò di aggiornalo.

Se volete segnalarmi qualche perla, lasciate un commento.


Sapere di cosa si parla

ValigiaBlu è un interessante esperimento di giornalismo sostenuto via crowdfunding. Qualità assoluta, pochi articoli pubblicati, nessuna rincorsa alla notizia del momento o del video acchiappa-clic. Il posto ideale dove, senza frenesia, fare il punto su cosa veramente conosciamo del Coronavirus.

Cosa sappiamo sul nuovo Coronavirus in Italia” – 25 Febbraio 2020 di Angelo Romano, Claudia Torrisi, Andrea Zitelli per Valigia Blu

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Cosa sappiamo sul nuovo Coronavirus in Italia - 25 Febbraio 2020 di Angelo Romano, Claudia Torrisi, Andrea Zitelli per Valigia Blu Condividi il Tweet

Perché è importante evitare la diffusione incontrollata

Poche parole, un approccio matematico che non nasconde i limiti (naturali) della nostra sanità.

“UN RIANIMATORE SPIEGA LA SITUAZIONE” Fonte: Facebook

UN RIANIMATORE SPIEGA LA SITUAZIONE

Coronavirus: spieghiamo perché non dovete avere paura ma dovete stare a casa.

Sono un medico rianimatore ed è per questo che mi permetto di spiegarvi come mai lo Stato stia prendendo delle decisioni così drastiche.

Il problema del Coronavirus non è la sua gravità, dal momento che è solo 10, o forse 20, volte più serio dell’influenza. Per quali motivi è più serio dell’influenza?

È diverso, quindi non siamo molto abituati;

Gli anziani non sono vaccinati.

Quindi chi è più a rischio? Gli anziani. Come sempre. I bambini molto meno, non sono segnalati casi gravi pediatrici per il momento.

Allora, come mai ci preoccupa così tanto? Perché è MOLTO PIÙ INFETTIVO dell’influenza, ciò vuol dire che si trasmette con enorme facilità.

A questo punto facciamo qualche calcolo così da capire meglio qual è il problema.

L’Influenza

Di norma l’influenza colpisce nell’arco di una stagione, supponiamo in 5 mesi, circa il 10% della popolazione. Quindi colpisce circa 5 milioni di italiani nell’arco di 30*5 = 150 giorni. La mortalità è dello 0,1%, quindi abbiamo circa 5000 morti (quasi tutti anziani) ogni anno in 150 giorni. Per ogni morto supponiamo di avere circa 4-5 pazienti in rianimazione, per tenerci larghi, e che tutti vadano messi in terapia intensiva. Mettiamo quindi 25.000 persone in terapia intensiva in 150 giorni, con degenza media di 7 giorni, ciò significa 1000-2000 pazienti al giorno in terapia intensiva in Italia durante l’inverno.

Riassumiamo:

Infettività: 10% potenziale (dati reali) = 50 milioni * 10% = 5 milioni di infetti, molti dei quali inconsapevoli.

Mortalità: 0,1% stimata = 5000 persone in 150 giorni.

Critici: 5*0,1% = 25.000 persone in 150 giorni. quindi circa 1000-2000 persone in terapia intensiva al giorno per influenza.

I posti letto in terapia intensiva sono per la provincia di Venezia, dove io abito, circa 60 su 1 milione di abitanti, quindi potrebbero essere circa 4000 in tutta Italia. Questo significa che nella peggiore delle ipotesi i pazienti con influenza e le sue complicazioni, ovvero la polmonite, occupano tra il 25 e il 50% al massimo delle terapie intensive d’Italia nel massimo del picco.

Il Coronavirus

Vediamo ora cosa può accadere con il Coronavirus. Ricordiamoci che la grande differenza è che il Coronavirus è estremamente più infettivo e potrebbe infettarci, anziché in 150 giorni, in 30-60 giorni. Supponiamo 60 giorni. Ricordiamo che può colpire fino al 60% della popolazione, dati stimati, quindi facciamo qualche calcolo:

Infettività: 60% potenziale (dati stimati) = 50 milioni * 60% = 30 milioni di infetti, di cui la stragrande maggioranza inconsapevoli.

mortalità: 1-2% stimata = tra 500.000 e 1.000.000 milione di persone.

Critici: 5% = 1.500.000 persone in 60 giorni. quindi circa 300.000 persone in terapia intensiva.

Ma abbiamo solo 4000 posti letto! Come possiamo mettere 300.000 persone in terapia intensiva quando abbiamo solo 4000 letti?

ADESSO LO AVETE CAPITO COME MAI DOVETE STARE A CASA?

Se state a casa, la gente si infetta poco alla volta. Molti non se ne accorgono. Gli altri, specialmente gli anziani, ma anche qualche giovane, noi medici e infermieri li prendiamo, li mettiamo in terapia intensiva, li curiamo e ve li restituiamo. Un poco alla volta.

Se invece tutti escono di casa il rischio è che si infettino tutti insieme e che quindi non riusciamo a gestirli, con un aumento importante della mortalità.

NON DOVETE ANDARE IN PANICO, MA PRENDETE LA COSA SERIAMENTE. STATE A CASA.

Amen.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere UN RIANIMATORE SPIEGA LA SITUAZIONE Fonte: Facebook Condividi il Tweet

Perché questa è la nostra normalità

La capacità della scienza è di essere predittiva (all’interno di un insieme di condizioni per cui l’esperimento è ripetibile e il modello/teoria viene validato). Ecco dunque la spiegazione matematica del perché non possiamo eradicare i virus.

“Perché non ci libereremo mai dei virus?” di Romina Travaglini per Scientificast

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché non ci libereremo mai dei virus? di Romina Travaglini per Scientificast Condividi il Tweet

Perché è meglio in alcuni casi limitarsi ad ascoltare (con le orecchie aperte)

Ogni occasione viene essere sfruttata dagli “artisti” della truffa. Figurarsi una pandemia! Ecco fiorire esperti per tutte le occasioni, complottisti di vari colori e tendenze, mitomani, ladri e truffatori. Ancor di più in questi periodi, una notizia senza una fonte a supporto (la famosa domanda “ma tu come fai a sapere questa cosa?”) non è una notizia, sia che venga da un giornale sia che venga da un blog o da un social.

Ce lo ricorda Paolo Attivissimo, giornalista e noto debunker, in  “Non mandate ai debunker presunte bufale sul coronavirus da indagare: cestinatele e basta” su Disinformatico.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Non mandate ai debunker presunte bufale sul coronavirus da indagare: cestinatele e basta - Disinformatico Condividi il Tweet

Perché un buon film è meglio di tante parole

Se non sapete come trascorrere le giornate a disposizione vi consiglio un ottimo film che, con approccio scientifico e molto aderente alla realtà, racconta di un possibile contagio. Cast stellare, regia di qualità, sceneggiatura attenta a non scivolare in banalità e fake news.

Buona visione di Contagion, un film del 2011 di Steven Soderbergh.

Quando un virus letale inizia a diffondersi rapidamente in tutto il mondo, un team di medici inizia una corsa contro il tempo per cercare una cura e per controllare il panico che sembra procedere tanto velocemente quanto il virus stesso.

#sapevatelo #coranovirus #daguardare Contagion #film Condividi il Tweet

Sfruttare il fatto di essere sulle “spalle dei giganti”

Una buona lettura, non a caso si chiamano classici. Ottimo sunto fatto da un dirigente della nostra scuola, troppo spesso vituperata al pari della sanità.

Lettera agli studenti – 25 febbraio 2020

AGLI STUDENTI DEL VOLTA

“La peste che il tribunale della sanità aveva temuto che potesse entrar con le bande alemanne nel milanese, c’era entrata davvero, come è noto; ed è noto parimente che non si fermò qui, ma invase e spopolò una buona parte d’Italia…..”

Le parole appena citate sono quelle che aprono il capitolo 31 dei Promessi sposi, capitolo che insieme al successivo è interamente dedicato all’epidemia di peste che si abbatté su Milano nel 1630. Si tratta di un testo illuminante e di straordinaria modernità che vi consiglio di leggere con attenzione, specie in questi giorni così confusi. Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la ricerca spasmodica del cosiddetto paziente zero, il disprezzo per gli esperti, la caccia agli untori, le voci incontrollate, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima necessità, l’emergenza sanitaria…. In quelle pagine vi imbatterete fra l’altro in nomi che sicuramente conoscete frequentando le strade intorno al nostro Liceo che, non dimentichiamolo, sorge al centro di quello che era il lazzaretto di Milano: Ludovico Settala, Alessandro Tadino, Felice Casati per citarne alcuni. Insomma più che dal romanzo del Manzoni quelle parole sembrano sbucate fuori dalle pagine di un giornale di oggi.

Cari ragazzi, niente di nuovo sotto il sole, mi verrebbe da dire, eppure la scuola chiusa mi impone di parlare. La nostra è una di quelle istituzioni che con i suoi ritmi ed i suoi riti segna lo scorrere del tempo e l’ordinato svolgersi del vivere civile, non a caso la chiusura forzata delle scuole è qualcosa cui le autorità ricorrono in casi rari e veramente eccezionali. Non sta a me valutare l’opportunità del provvedimento, non sono un esperto né fingo di esserlo, rispetto e mi fido delle autorità e ne osservo scrupolosamente le indicazioni, quello che voglio però dirvi è di mantenere il sangue freddo, di non lasciarvi trascinare dal delirio collettivo, di continuare – con le dovute precauzioni – a fare una vita normale. Approfittate di queste giornate per fare delle passeggiate, per leggere un buon libro, non c’è alcun motivo – se state bene – di restare chiusi in casa. Non c’è alcun motivo per prendere d’assalto i supermercati e le farmacie, le mascherine lasciatele a chi è malato, servono solo a loro. La velocità con cui una malattia può spostarsi da un capo all’altro del mondo è figlia del nostro tempo, non esistono muri che le possano fermare, secoli fa si spostavano ugualmente, solo un po’ più lentamente. Uno dei rischi più grandi in vicende del genere, ce lo insegnano Manzoni e forse ancor più Boccaccio, è l’avvelenamento della vita sociale, dei rapporti umani, l’imbarbarimento del vivere civile. L’istinto atavico quando ci si sente minacciati da un nemico invisibile è quello di vederlo ovunque, il pericolo è quello di guardare ad ogni nostro simile come ad una minaccia, come ad un potenziale aggressore. Rispetto alle epidemie del XIV e del XVII secolo noi abbiamo dalla nostra parte la medicina moderna, non è poco credetemi, i suoi progressi, le sue certezze, usiamo il pensiero razionale di cui è figlia per preservare il bene più prezioso che possediamo, il nostro tessuto sociale, la nostra umanità. Se non riusciremo a farlo la peste avrà vinto davvero.

Vi aspetto presto a scuola.

Domenico Squillace

fonte: https://www.liceovolta.it (copia su Repubblica)

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Perché servono le misure di prevenzioni

Le misure di prevenzione, ossia le linee guida che gli altri devono seguire ma io no.

In questi giorni sto facendo un grande sforzo a mantenere comunque un certo tono, senza dare di matto. Ma è difficile. Ti citano il pensionato in fuga da Codogno e, nel frattempo e dopo aver passato del tempo con una persona positiva al virus ricoverata in rianimazione, si giustificano per aver invitato persone a cena, essere andati in luoghi affollati, aver “fatto visita” a un defunto. Sarà, ma se si applicano vanno applicate da tutti e alla domanda perché serve risponde il grafico ripreso oggi da varie testa.

grafico: Fondazione Gimbe, tradotto e adattato da Fong et al, 2020; Eid Journal/Cdc

fonte: A cosa servono le misure di prevenzione per il coronavirus, spiegato da un grafico, a cura di Mara Magistroni per Wired

#sapevatelo #coranovirus #daleggere A cosa servono le misure di prevenzione per il coronavirus, spiegato da un grafico - Mara Magistron per Wired e altri Condividi il Tweet

Perché può essere un’occasione per imparare a cogliere tutti i benefici di Internet

Nei momenti come questi abbiamo tempo e possibilità per cambiare le abitudini, per provare cose nuove, per essere curiosi. Ben vengano quindi le iniziative del governo, delle aziende, delle associazioni e anche dei singoli che fanno leva sulle possibilità che la rete (nel senso più ampio possibile) mette a disposizione superando la stretta necessità del muoversi fisicamente.

Qui potete trovare le iniziative sostenute e diffuse dal Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione che amplia la connettività dati, mette a disposizione libri, riviste, giornali e tant’altro.

Qui una iniziativa rivolta alla scuola (e riportata anche nell’elenco precedente. Meglio una volta di più che una in meno). #lascuolacontinua

Se avete altre iniziative, segnalatele pure nei commenti.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché può essere un'occasione per imparare a cogliere tutti i benefici di Internet #lascuolacontinua #solidarietàdigitale Condividi il Tweet

Perché può essere un’occasione per apprezzare la creatività umana

In questi frangenti, i primi settori che vanno in crisi sono quelli reputati “meno essenziali”. Si sono chiusi i cinema, i teatri, le scuole, le mostre… tante occasioni per apprezzare la creatività umana. Eppure, proprio in questi momenti, è importante far leva su tutti gli aspetti che ci rendono umani.

Eccovi quindi la bella iniziativa di un diciasettene britannico, William Gibson, ossia come aiutarci a rispettare il tempo e i modi consigliati per il lavaggio delle mani, una delle forme di prevenzione più semplici e più efficaci.

Potete leggerlo nel bell’articolo “Il generatore di poster con testi di canzoni da canticchiare 20 secondi, il tempo giusto per lavarsi le mani” a cura di Federica Maccotta per Wired oppure andare direttamente su WashYourLyrics.com

Hey virus, we will rock you!!!
#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché può essere un'occasione per apprezzare la creatività umana #washyourlyrics Condividi il Tweet

Addendum (visite virtuali dei principali musei mondiali)

  1. Pinacoteca di Brera – Milano https://pinacotecabrera.org
  2. Galleria degli Uffizi – Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali
  3. Musei Vaticani – Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo-online.html
  4. Museo Archeologico – Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/
  5. Prado – Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works
  6. Louvre – Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne
  7. British Museum – Londra https://www.britishmuseum.org/collection
  8. Metropolitan Museum – New York https://artsandculture.google.com/explore
  9. Hermitage – San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj
  10. National Gallery of art – Washington https://www.nga.gov/index.html

Perché dobbiamo verificare le notizie, anche se sono pubblicate su “rinomati” giornali

È facile, ancor più in periodi come questo, farsi catturare da titoli e notizie furvianti. Tutti vorremmo che la situazione fosse risolta con una magia che si possa eseguire immediatamente, da tutti, senza attese, ritardi e polemiche. Purtroppo non è così. Ce lo insegna la storia, ce lo ripetono gli esperti della materia (in questo caso, infettivologi ed epidemiologi).

I giornalisti, e tuti quelli che operano sui canali di comunicazione – sì, anche tu quando scrivi su Facebook -, devono prendersi il tempo di verificare le notizie e riportarle con accuratezza. Vale la regola aurea che diciamo ai nostri figli: “Se hai un dubbio, chiedi. Se sei sicuro, conta fino a cento!”.

Grazie quindi a ValigiaBlu che scrive poco ma bene per i costanti approfondimenti e ad Angelo Romano per l’articolo “Il virus circola nell’aria”: da dove nasce la notizia, cosa dicono gli studi e la posizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Il virus circola nell’aria - analisi e stato dell'arte a cura di ValigiaBlu #nofakenews Condividi il Tweet

Perché la scienza è democratica e avere l’accesso ai dati è essenziale

Spesso, anche personaggi “titolati”, confondono democrazia con maggioranza. Eppure è palese (se colleghiamo il cervello alle orecchie e alla bocca) come sia possibile migliorare la conoscenza di questo virus avendo dati solidi a disposizione.

Un ottimo esempio è l’anticipazione riportata dall’articolo “Ecco cosa dice lo studio di Vo’ Euganeo sul coronavirus” di Mara Magistroni per Wired, uno studio che ci consente di capire l’impatto degli asintomatici, di scoprire la particolarità del comportamento del virus nei bambini, la conferma che all’aumentare dell’età aumentano i rischi. L’accesso a questi dati (democratizzazione) consentirà a tutti gli attori coinvolti di impostare in modo sicuro la fantomatica “Fase2”.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Finalmente dati solidi e una scienza democratica - Ecco cosa dice lo studio di Vo’ Euganeo sul coronavirus - Mara Magistroni per Wired #scienza #fatti Condividi il Tweet

Per nostra fortuna, esiste il fact-checking (ossia la verifica dei fatti)

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, con l’aiuto di Pagella Politica, Open e Newsguard, ha diffuso la verifica delle principali fake-news (notizie false, bufale, disinformazione, manipolazione, ignoranza…) circolanti in merito alla pandemia del Covid-19.

fake news photo
Photo by sjrankin

Una bellissima iniziativa, ripresa da varie testate anche se non con il dovuto risalto, che consente di fotografare un fenomeno come quello delle fake-news in uno scenario di crisi.
Un grazie ai collaboratori: Giovanni Zagni, David Puente, Giampiero Gramaglia e Virginia Padovese.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Un po' di fact-checking, ossia quali delle mirabolanti notizie che vagano nell'etere sul #Covid-19 sono vere - via AGCOM #fatti Condividi il Tweet

Perché dobbiamo continuare a prestare attenzione e a non farci prendere dalla frenesia del riaprire

Interessante articolo (lungo, dettagliato, alla portata di tutti) che analizza dove ci si ammala, i pericoli legati all’apertura delle varie attività, alle caratteristiche comuni dei principali focolai di cui siamo venuti a conoscenza.

Il punto principale è che l’infezione avviene per esposizione virale per un periodo di tempo prolungato. È una formula matematica, semplice da applicare conoscendo i parametri base.

Ecco che quindi, stare in un coro di 60 persone in uno spazio grande come un campo da pallavolo espone a un rischio di contagi molto alto. Idem per sport al chiuso, feste di compleanno, funerali…

choir photo

Il Dott. Bromage fa parte della Facoltà dell’Università del Massachusetts Dartmouth nel 2007, dove tiene corsi di Immunologia e Malattie Infettive. Traduzione a cura di Benedetta Bolognesi, Silvia Stringhini e Mauro Vanetti. Un grazie a tutti loro.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché dobbiamo continuare a prestare attenzione e a non farci prendere dalla frenesia del riaprire - via Telegraph (con traduzione) #fatti Condividi il Tweet

Perché dobbiamo sempre verificare le notizie, anche se sostenute da personaggi famosi, titolati o autorevoli

Estendiamo un punto già discusso.

Ci sono delle occasioni nelle quali possiamo prendere per oro colato quanto ci viene detto, sia che ci piaccia sia che ci trovi in disaccordo? La risposta breve è NO.

O meglio, se parliamo di fatti, invocando metodo scientifico e pensiero critico, no. Se invece facciamo appello alla fede (o alle pseudo scienze), allora “ogni testa è un piccolo mondo”.

Eppure vasto eco trovano sui media, nei social, tra le chiacchiere captate nel vicinato, le opinioni degli “esperti” dove alla domanda di poter aver più dettagli (sì, sono un impenitente curioso) viene fornita una delle risposte prestampate: “È un medico affermato”, “È il presidente della Regione”, “È il ministro alla Sanità”, “È membro della task force del Governo”, fino al classico “È un premio Nobel”.

Nella storia abbiamo ampia lettura sulle castronerie di eminenti scienziati, ma speriamo sempre che siano retaggi del passato e che oggi abbiamo ormai superato tali ingenuità. Siamo contenti quindi che diventino influencer personaggi che dovrebbero alzare la qualità della discussione stando al loro CV, gente che si è costruita un nome applicando il metodo scientifico e mettendo le proprie ricerche in mano alla comunità per farle verificare (peer review).

Ma anche loro sono umani, e come tutti noi, possono prendere enormi cantonate, involontarie o volontarie. Per cui, libertà di discussione, a patto di fornire i dati.

science photo
Photo by danielfoster437

Vi segnalo quindi questo approfondimento di Silvano Fuso per QueryOnLine dal titolo “Quando il complottista è un Premio Nobel“.

Buona lettura!

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Quando il complottista è un Premio Nobel #CICAP Silvano Fuso per QueryOnLine, più un P.S. sugli #influencer Condividi il Tweet

P.S: Anche chi non è scienziato di professione può contribuire al dibattito. Ma le regole del gioco rimangono quelle, e soprattutto chi è un influencer, o suppone di esserlo, dovrebbe fare molta attenzione ai messaggi che invia.


Perché dobbiamo dare il tempo necessario alla ricerca di un vaccino

Dall’inizio della pandemia è un rincorrersi di frasi ad effetto su un vaccino pronto in pochi mesi. Chi dice entro il 2021, chi dice entro l’autunno, chi dice che è già pronto ma la Spectre non lo vuole distribuire per lucrare e imporre il nuovo Impero del Male. OK, l’ultima me la sono inventata… o no?

vaccine photo
Photo by NIAID

Ben venga quindi l’imponente ed esaustivo reportage di Angelo Romano per Valigia Blu, dal titolo “COVID-19: la corsa al vaccino fra scienza, nazionalismi e solidarietà globale“, che analizza tutti le strade che la ricerca sta battendo alla ricerca di questo nuovo Graal, le sfide di ogni opproccio, i motivi dell’annuncite che sta cogliendo sia le industrie farmaceutiche sia illutri scienziati.

Governi, case farmaceutiche e laboratori di ricerca stanno producendo uno sforzo a un ritmo mai visto prima nella storia della ricerca medica. Attualmente ci sono 295 trattamenti e 109 vaccini in sperimentazione.

Buona lettura!

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché dobbiamo dare il tempo necessario alla ricerca di un vaccino. L'imponente ed esaustivo reportage di Angelo Romano per Valigia Blu - COVID-19: la corsa al vaccino fra scienza, nazionalismi e… Condividi il Tweet

Perché dobbiamo portare tutti una mascherina (e migliorare la nostra igiene)

Dicono che un’immagine valga più di cento parole. Mah, di sicuro c’è chi si è già dimenticato la fila di camion dell’Esercito che trasportavano le bare raccolte a Bergamo verso gli inceneritori di altre regioni.

Le mascherine sembrano i nuovi caschi obbligatori per i motorini: è di moda portarli in modo artistico. C’è chi le tiene sul braccio, chi sul collo, qualcuno a mo’ di bandana, con un occhio attento all’eventuale comparsa delle forze dell’ordine.

Ma se nel caso del casco l’erroneo utilizzo causa a te (intelligentone) il guaio, lo stesso non si può dire per le mascherine. Se tu non la porti, o la porti male, metti me a rischio come spiegato in questa figura, presa dalla campagna del Comune di Pesaro:

Addendum: ora più che mai, senza un vaccino e con il contagio parzialmente sotto controllo (Ro < 1), le mascherine servono ora più che mai, ma la loro efficacia dipende da noi. Si veda l’articolo a cura di Galileo e il grafico che mostra il rapporto tra adozione delle mascherine e loro qualità.

Buona lettura!

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Perché non possiamo tornare (adesso) ai comportamenti pre-pandemia

Diciamocelo chiaro! Fino a quando non ci sarà un vaccino non sarà possibile riprendere le stesse abitudini, modalità, comportamenti che avevamo fino all’arrivo del virus.

Se non fosse chiaro, basta leggere quanto accaduto nei Balcani, dove il tennista numero uno al mondo,

Novak Djokovic, ha organizzato un torneo d’esibizione che si è trasformatosi in un nuovo focolaio.
Tutto quello che non va fatto: pubblico accalcato, poche mascherine, baci e abbracci in campo fra i giocatori, foto di gruppo, feste in discoteca, basket e calcio senza limitazioni…
Tutto questo con uno sport che ha tra le sue caratteristiche base proprio il distanziamento fisico.

Immaginiamoci una finale di calcio (non c’è bisogno, c’è già stata Atalanta – Valencia), il primo concerto in uno stadio…

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Un disastro di presunzione e una mancanza di buon senso e di senso civico.

Come raccontato nell’ottimo articolo di Simone Cosimi per Wired dal titolo “Djokovic, il doppio fallo del cattivo maestro

Buona lettura!

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché non possiamo tornare (adesso) ai comportamenti pre-pandemia. Ad esempio, Djokovic, il doppio fallo del cattivo maestro, di Simone Cosimi per Wired Condividi il Tweet

Perché non è possibile avere (adesso) tutte le risposte come nel manuale delle giovani marmotte?

In sei mesi i ricercatori collaborando in tutto il mondo e forti dell’esperienza conseguita con le altre epidemie che fortunatamente non hanno invaso l’Italia hanno scoperto tantissimo in pochissimo tempo. Dappertutto si sta correndo contro il tempo cercando di ponderare con attenzione i possibili benefici e i potenziali (o certi) rischi. Personalmente non mi interessano le ragioni (umanitarie, economiche, geopolitiche…).

Nonostante tutto, molti aspetti del Covid-19 (uno dei tanti coronavirus con cui condividiamo il pianeta) rimangono ancora da scoprire.

In breve, questi i cinque punti importanti ancora misteriosi secondo un articolo di Ewen Callaway, Heidi Ledford e Smriti Mallapaty pubblicato su Nature e ripreso in Italia da Il Post:

  • Perché le persone reagiscono in modi così diversi? Probabilmente esiste una “predisposizione genetica” ma non siamo ancora giunti a capire quale e perché.
  • Si diventa immuni al coronavirus? Al momento non lo sappiamo e, nel caso, non conosciamo la durata di tale immunità e cosa succederebbe dopo alcuni anni.
  • Il virus è mutato in modo preoccupante? È naturale che i virus mutino perché ne va della loro sopravvivenza (leggasi selezione naturale), ma non si sa le mutazioni sono o saranno più aggressive per l’uomo.
  • Quanto sarà utile un vaccino? I vaccini sono la nostra migliore arma preventiva (ma non devono essere l’unica). Si sono rivelati fondamentali per eradicare alcune malattie e per contenere delle altre. Tutto si giocherà sul tempo di produzione su larga scala e sull’efficacia del vaccino, ma al momento siamo ancora distanti da avere più soluzioni tra le quali poter scegliere.
  • Da dove viene il coronavirus? La maggior parte dei ricercatori concorda sul fatto che l’origine del SARS-CoV-2 sia avvenuta in una particolare specie di pipistrelli, ma nessuna posizione consolidata è emersa rispetto alla specie intermedia che ha fatto transitare il virus verso l’uomo.
#sapevatelo #coranovirus #daleggere Perché non è possibile avere (adesso) tutte le risposte come nel manuale delle giovani marmotte? Ewen Callaway, Heidi Ledford e Smriti Mallapaty per Nature Condividi il Tweet

Le false ragioni che fanno “abbassare la mascherina”

Come riportato da un esaustivo articolo de Il Post,

una recente ricerca condotta dagli scienziati di quattro università texane e californiane, e pubblicata dal National Academy of Sciences, ha concluso che indossare le mascherine nei luoghi pubblici è il più efficace metodo per bloccare il contagio tra persone, e che «questa pratica senza costi, assieme al distanziamento fisico, all’isolamento e al tracciamento dei contatti, rappresenta l’opportunità migliore per fermare la pandemia da COVID-19, in attesa del vaccino».

A ragion di logica, tutti dovremmo indossare (bene) le mascherine, sia nei luoghi chiusi sia all’aperto a integrazione di altre forme di protezione. Ma la logica non sempre ha la meglio con l’essere umano.

Quali sono le “ragioni” che fanno abbassare “la mascherina” ed espongono noi e i nostri cari al rischio di contagio?

Un primo aspetto è politico, con diversi casi sparsi nel mondo nel quale l’uso o meno della mascherina manifesta al mondo il nostro credo (o il nostro tifo).

Un’altra “ragione” è la confusione in merito all’uso delle mascherine, dove i primi messaggi dei vari organismi chiedevano di non indossarle per poterne garantire la fornitura agli operatori sanitari (anche perché la popolazione era in lockdown e quindi non doveva muoversi e tanto meno creare assembramenti). Passata l’emergenza, è rimasta la confusione e parecchi si sono fatti una propria personale opinione.

Un altro fattore è la vanità (prettamente maschile). La mascherina viene considerata poco virile, una debolezza. In alcuni paesi sono state associate al velo islamico e ne hanno riacceso le polemiche.

Eppure, proprio nei paesi che recentemente hanno affrontato epidemie, indossare una mascherina è diventata una pratica diffusa e accettata aiutando a limitare gli impatti del coronavirus senza dover ricorrere a lockdown stringenti.

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Le false ragioni che fanno *abbassare la mascherina* da Il Post Condividi il Tweet

Perché ci dobbiamo far piacere le mascherine (e continuare a indossarle fino alla completa eliminazione del virus)?

Juanne Pili per Open fa il punto sull’efficacia delle mascherine in un pezzo molto ricco e denso di informazioni interessanti dal titolo “Coronavirus. Le mascherine funzionano o no? La confusione mediatica e i risultati degli ultimi studi”.

[Spoiler] Le mascherine sono uno degli strumenti per fermare o almeno rallentare l’infezione, ma da sole non bastano.

Vi lascio alla lettura dell’articolo estraendone la sana autocritica di un noto influencer scientifico:

«A gennaio abbiamo detto – spiega Burioni in un recente articolo su Medical Facts – sbagliando (anche io), che le mascherine servivano solo ai malati. L’abbiamo detto perché quello era ciò che sapevamo, era quello che facevamo per le altre infezioni respiratorie e nessuno poteva immaginare una nuova infezione respiratoria trasmessa in grandissima parte da asintomatici, e invece così è stato».

Burioni cita un articolo del The Philadelphia Inquirer, basato sulle correlazioni tra impiego delle mascherine e calo delle infezioni nei diversi Stati degli Usa. «Negli Stati Uniti ogni Stato ha deciso come credeva riguardo alle mascherine», spiega il Virologo. «Così questa incertezza ha permesso di osservare che negli Stati dove l’uso delle mascherine era obbligatorio i contagi sono scesi del 25%, mentre dove ci si è limitati a raccomandarle sono aumentate del 84%».

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Come il virus ha vinto e perché conoscerlo è necessario

Un ottimo utilizzo del mezzo ipertestuale da parte di Derek Watkins, Josh Holder, James Glanz, Weiyi Cai, Benedict Carey and Jeremy White per il New York Times. “How the Virus Won” ci aiuta a capire ancor di più come il virus abbia potuto diffondersi per tutti gli Stati Uniti mentre i segnali d’allarme venivano ignorati.

Articolo arricchito da una interessante bibliografia (ottima pratica).

#sapevatelo #coranovirus #daleggere Come il virus ha vinto e perché conoscerlo è necessario - Derek Watkins, Josh Holder, James Glanz, Weiyi Cai, Benedict Carey and Jeremy White per il New York Times Condividi il Tweet

 

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