Tre libri in barca: La notte dell’uccisione del maiale (Magda Szabó) – L’uomo dei dadi (Luke Rhinehart) – Solar (Ian McEwan)

Tre libri in barca: La notte dell’uccisione del maiale (Magda Szabó) – L’uomo dei dadi (Luke Rhinehart) – Solar (Ian McEwan)

Post estivo. Per la nostra gita in barca tre libri per palati differenti. Provate anche gusti nuovi, mi raccomando!


La notte dell’uccisione del maiale (Magda Szabó), traduzione a cura di Francesca Ciccariello per Edizioni Anfora, 2018, 281 pagine

Anni ’50: in una città di provincia ungherese, Debrecen, in un cupo e freddo giorno invernale, una famiglia si prepara all’annuale uccisione del maiale e al conseguente banchetto. Conosciamo la storia del matrimonio di János e Paula, il passato delle loro famiglie e scopriamo un segreto che porta alla morte ma nello stesso momento alla rinascita.

La citazione:

La gente non parla del lutto – lo porta.

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Intenso e particolare - Recensione #libro La notte dell'uccisione del maiale (Magda Szabó) Condividi il Tweet

L’uomo dei dadi (Luke Rhinehart), traduzione a cura di Marina Valente per Marcos Y Marcos, 2004, 511 pagine

Psicanalista affermato, lucido, prestante, Luke Rhinehart, pseudonimo di George Cockroft, conduce una vita “impegnata o, meglio, banale, intricata, in stato di libertà congelata”. Stufo di blaterare di psicanalisi, borsa e orgasmi, di “far passare i propri pazienti da uno stato di stagnazione tormentata a uno stato di stagnazione compiaciuta”, Luke è in crisi. Al termine di un’ennesima serata di poker, Luke tenta un rimedio alla noia: scorge fra le carte da gioco un dado e gli affida una prima decisione a “luci rosse”, che coinvolge la moglie del suo socio e amico. Il dado reagisce bene, si rivela un oracolo: risponde a ogni domanda, dalla più banale alla più estrema, lanciando Luke in situazioni splendide quanto assurde.

La citazione:

Rimasi colpito e convertito come solo può accadere a chi è profondamente stufo.

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Chi ha amato Fight Club non può perderlo. Per gli altri, decidete se affrontare la lettura tirando un dado - Recensione #libro L'uomo dei dadi (Luke Rhinehart) Condividi il Tweet

Solar (Ian McEwan), traduzione a cura di Susanna Basso per Einaudi, 210, 339 pagine

Michael Beard è un fisico teorico, il piú importante del Regno Unito, il successore di Einstein, la star della scienza temuta dai colleghi e ricercata dai media, è il Premio Nobel che con le sue scoperte ha svelato l’intimo legame tra luce e materia. Ma sarebbe piú corretto dire che Michael Beard era tutto ciò. Quei giorni sono passati e il cinquantenne scienziato ormai vede se stesso piú come uno svogliato e dispotico burocrate che come un pioniere della ricerca. Una lenta ma inarrestabile decadenza, un progressivo cedere al caos che si riflette sia sul suo fisico – sempre piú grasso e preda di insaziabili appetiti sessuali e alimentari – che nella vita privata: ha appena scoperto che la quinta moglie, Patrice, lo tradisce con un violento e rozzo muratore. In quegli stessi giorni, il governo inglese ha deciso di affidare a Beard il nuovo Centro di Ricerca per le Energie Rinnovabili: tra i suoi sottoposti si mette in luce Tom Aldous, giovane ricercatore tanto brillante quanto ingenuo – almeno agli occhi di un sempre piú infastidito e cinico Beard – nella sua speranza di «salvare il mondo». Infatti Aldous, sviluppando la teoria che ha reso celebre Beard, è riuscito a replicare artificialmente la fotosintesi delle piante: questa importante scoperta, assicura il giovane, porterà alla costruzione di pannelli fotovoltaici infinitamente piú efficienti degli attuali e in grado di risolvere una volta per tutte i problemi energetici del pianeta. Ma a Beard non interessano le idealistiche speranze di Aldous e blocca le sue ricerche prima della sperimentazione. Però il caso, come spesso nei romanzi McEwan, deve ancora giocare la sua mano. Quando scopre che Aldous ha una relazione con Patrice, Beard ha l’occasione di rilanciare la propria carriera e di liberarsi dalla moglie, ma non sa di aver messo in moto un processo inarrestabile e catastrofico quanto quel riscaldamento globale che la scienza tenta inutilmente di fermare.

La citazione:

Quelli che continuavano a menarla sulla narrazione di solito avevano una visione ubriaca della realtà, ed erano convinti che qualunque versione se ne desse potesse vantare lo stesso valore.

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Scritto ottimamente. Peccato che la storia non mi abbia ammaliato - Recensione #libro Solar (Ian McEwan) Condividi il Tweet

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