Alla ricerca di Buone Notizie – Debellata la polio in Africa

Alla ricerca di Buone Notizie – Debellata la polio in Africa

Ci sono momenti in cui si sente bisogno di buone notizie, soprattutto in un mondo che privilegio il sensazionale, il pruriginoso, lo scandalo, l’urlare a ogni costo.

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Alcuni giornali e media hanno iniziato a raccogliere questa esigenza. La sensazione però è che vengano trattate come notizie di serie B, qualcosa di importante ma non centrale nel menu informativo. Ecco quindi pagine di storielle buffe, stuzzicanti, eticamente edificanti raccontate come aneddoti. Storie piccole, tutto sommato, niente che starebbe in prima pagina neppure in un mondo equilibrato.

Ogni tanto però ci sono fatti che meritano molta più visibilità e una copertura adeguata.

Il 25 agosto 2020, l’Africa Regional Certification Commission (ARCC), una branca dell’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), ha annunciato che la sua missione si è conclusa e che la poliomielite in Africa è stata debellata grazie a una campagna di vaccinazione che ha raggiunto oltre il 95% della popolazione.

Una sfida lunga decenni contro una malattia per cui non esiste cura e che attacca il sistema nervoso centrale per colpire soprattutto i neuroni motori del midollo spinale. In poche ore, il virus attacca il sistema nervoso e causa una paralisi totale. Solo l’1% dei malati di polio sviluppano la paralisi, il 5-10% sviluppa una forma di meningite asettica, il restante 90% circa sperimenta solo sintomi simili a una influenza e ad altre infezioni virali.

L’asintomaticità, come abbiamo imparato – si spera – in questi mesi, consente al virus di viaggiare in modo invisibile e solo la vaccinazione dell’intera popolazione consente di bloccare la trasmissione.

L’uomo rappresenta l’unico serbatoio naturale del virus della poliomielite, che può colpire persone di tutte le età ma principalmente si manifesta nei bambini sotto i tre anni. Nel 1996, la polio colpì 75mila bambini africani, mentre l’ultimo caso registrato avvenne nel 2016 (in Italia nel 1982).

Si calcola che in Africa la campagna abbia evitato il contagio di quasi due milioni di bambini e salvato 180mila vite.

Un traguardo raggiunto con enorme sacrificio da parte dei sanitari che hanno dovuto affrontare e colmare sfide religiose, culturali e infine anche la pandemia del Sars-Cov2. Venti di loro sono morti, uccisi da gruppi terroristici contrari alla vaccinazione.

La poliomielite ora si trova in soli due Paesi nel mondo: l’Afghanistan e il Pakistan. Rimangono ancora piccoli focolai in Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica Centrafricana e Angola, legati alla difficolta di raggiungere tutta la popolazione e alla mutazione (rara ma possibile) del virus usato nel vaccino attivo (uno dei due vaccini disponibili).

Non so voi, ma io mi sarei sentito molto meglio se questa notizia fosse stata presente sulla maggior parte delle prime pagine durante la rassegna stampa giornaliera (non di soli banchi, discoteche, calcio e mascherine vive l’uomo).

L’unica eccezione è stata l’apertura dell’Avvenire.

Si vede che sono allenati a raccontare la Buona Novella 😊

 

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