Tre libri in barca: L’uomo di fumo (Steven Price) – La legge del sognatore (Daniel Pennac) – Il pedante in cucina (Julian Barnes)

Tre libri in barca: L’uomo di fumo (Steven Price) – La legge del sognatore (Daniel Pennac) – Il pedante in cucina (Julian Barnes)

Un po’ di relax, non per forza banale. Tre libri diversi che ho apprezzato e che mi hanno distratto dal momento contingente.

Buona lettura!


L’uomo di fumo – Steven Price – traduzione di  Piernicola D’Ortona e Maristella Notaristefano per Bompiani, 2019, 669 pagine

Londra, 1885. In Edgware Road viene ritrovato il cadavere di una donna. La testa spiccata riaffiora a dieci miglia di distanza dalle acque melmose del Tamigi. L’ennesimo delitto orrendo che rischia di restare irrisolto in una città abitata da relitti umani, attraversata da fogne a cielo aperto, popolata da spiriti vagabondi, fasciata in una perenne nebbia sporca. Il nascondiglio perfetto per l’uomo di fumo, Edward Shade, il criminale che tutti cercano e tutti accusano. Allan Pinkerton, il detective più celebre di tutti i tempi, è morto senza riuscire a catturarlo; e ora tocca al figlio William, che ha ereditato l’ossessione, portare a termine l’impresa fallita. Ma anche Adam Foole, gentiluomo trasformista che viaggia accompagnato da un gigante e da una bambina, ha le sue ragioni per ritrovare Shade: e sono ragioni che alludono a un amore perduto, a una lettera, a uno sviluppo di segreti.

La citazione:

Gli uomini del suo stampo erano diventati come i cavalli, ora che non c’era più spazio per galoppare.

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Denso e avvolgente, trascina il lettore in una sfida vivida e senza tempo - Recensione #libro L'uomo di fumo - Steven Price Condividi il Tweet

La legge del sognatore – Daniel Pennac – traduzione di Yasmina Mélaouah per Feltrinelli, 2020, 122 pagine

La lampadina del proiettore è saltata in pieno Fellini. Minne e io stavamo guardando Amarcord a letto. “Oh, no, cazzo!” Ho piazzato una sedia sopra un tavolo e sono andato all’assalto di quell’arnese per cambiare la lampadina fulminata. Un gran botto, la casa si è spenta, sono franato giù con tutta la mia impalcatura e non mi sono più rialzato. Mia moglie mi ha visto morto ai piedi del letto coniugale. Nel frattempo io rivivevo la mia vita. Pare succeda spesso. Ma non si svolgeva esattamente come l’avevo vissuta.

La citazione:

La fantasia infatti non ha alcun obbligo di fedeltà nei confronti dei sogni. Loro, dopo tutto, non ci chiedono mica il nostro parere…

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Pennac conduce un gioco sottile, non nuovo, ma gradevole e familiare - Recensione #libro La legge del sognatore - Daniel Pennac Condividi il Tweet

Il pedante in cucina  – Julian Barnes – traduzione di Daniela Fargione per Einaudi, 2020, 128 pagine

Accettate una sfida ai fornelli con Julian Barnes? Allora prendete una cipolla media, affettatela grossolanamente, poi saltate in padella con un filo d’olio. Sentite di avere già la vittoria nel piatto, ma… quale unità di misura stabilisce le dimensioni di una cipolla? Come si riconosce una fetta «grossolana»? E quando un filo diventa una cascata? Nessuna sorpresa: per uno scrittore come Barnes anche la cucina è questione di parole e non c’è lista di ingredienti o modalità di preparazione che non si possa raccontare con acuta e raffinata comicità. Siete ancora in tempo per ritirarvi dalla gara e divertirvi degustando questo compendio di irresistibile, esilarante, deliziosa «pedanteria» culinaria.
Per Julian Barnes tutto è cominciato con le carote Vichy. Dopo aver scovato un tragico errore nella ricetta – era saltata una cifra – per lui la diagnosi è stata subito chiara: pedanteria culinaria. E del ceppo più aggressivo, perché Barnes, a parte un precisino ai fornelli, è soprattutto uno scrittore. Per uno come lui, la cucina è anche questione di parole. Quanto è grande una cipolla «media»? E un «tocchetto»? Quando una «spruzzata» diventa una pioggia? E a quale standard si rifà la misura «a occhio»? Sono le domande che lo assillano quando, da volenteroso e coscienzioso pedante, si avvicina ai fornelli. Perché Barnes non vuole avvelenare i commensali con ingredienti improbabili o mandare a fuoco la casa con ardite modalità di cottura. Si accontenterebbe di imparare qualcosa di nuovo e far felici i suoi ospiti, in particolare Colei per la Quale il Pedante Cucina (del resto cos’è cucinare se non un deliberato atto d’amore?). Indicazioni accurate, strumenti affidabili, quantità giuste: in cucina ci vuole chiarezza e precisione. E se non le trova, il pedante scrittore si vendica con gustose pagine condite di croccante intelligenza e raffinata ironia. Dagli autori classici della narrativa gastronomica come Édouard de Pomiane e Mrs Beeton, a Elizabeth David e Jane Grigson, fino ai maestri contemporanei, Julian Barnes racconta il suo rapporto con i manuali, gli ingredienti, la spesa e ci invita da lui per una cena a base di esilarante pedanteria culinaria: dopo un pasto così, nessun palato rimarrà insoddisfatto!

La citazione:

Cucinare è la trasformazione di un’incertezza (la ricetta) in una certezza (la pietanza) facendo un sacco di storie.

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Divertente e rilassante (per noi che lo leggiamo) - Recensione #libro Il pedante in cucina - Julian Barnes Condividi il Tweet

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