Tre libri in barca: Lonesome Dove (Larry McMurtry) – Questa è l’America. Storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro (Francesco Costa) – Memoria del vuoto (Marcello Fois)

Tre libri in barca: Lonesome Dove (Larry McMurtry) – Questa è l’America. Storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro (Francesco Costa) – Memoria del vuoto (Marcello Fois)

Un periodo particolare richiede libri particolari. Tutti moderni, come serve per essere proiettati nel futuro, tutti ricchi di storia, per far leva su quanto abbiamo conosciuto e imparato. Tre libri altamente consigliati.


Lonesome Dove (Larry McMurtry), tradotto da Margherita Emo per Einaudi, 2017, 914 pagine.

In uno sputo di paese al confine fra il Texas e il Messico, Augustus McCrae e Woodrow Call, due dei più grandi e scapestrati ranger che il West abbia conosciuto, hanno cambiato vita: convertiti al commercio di bestiame, ammazzano il tempo come possono. Augustus beve whiskey sotto il portico e gioca a carte al Dry Bean, mentre Call lavora sodo dall’alba al tramonto e continua a dare ordini a Pea Eye, Deets e al giovane Newt. La guerra civile è finita da un pezzo e la sera, sul Rio Grande, non si incontrano né Comanche né banditi messicani, ma solo armadilli e capre spelacchiate. L’equilibrio si spezza quando, dopo una lunga assenza, torna in cerca d’aiuto un vecchio compagno d’armi, il seducente e irresponsabile Jake Spoon, che descrive agli amici i pascoli lussureggianti del Montana e così dà fuoco alla miccia dell’irrequietezza di Call: raduneranno una mandria di bovini, li guideranno fin lassù e saranno i primi a fondare un ranch oltre lo Yellowstone. È l’inizio di un’epica avventura attraverso le Grandi Pianure, che coinvolgerà una squadra di cowboy giovani e maturi, oltre a un folto gruppo di prostitute, cacciatori di bisonti, indiani crudeli o derelitti, trapper, sceriffi e giocatori d’azzardo: decine di piccole storie che s’intrecciano tra loro ed escono dall’ombra della grande Storia americana. Lonesome Dove è un libro leggendario, il vero grande classico della letteratura western, l’opera che raggiunge il culmine di un genere e allo stesso tempo chiude un’epoca. Non a caso c’è il cinema all’origine del romanzo: all’inizio degli anni Settanta, Peter Bogdanovich vuole girare un film in omaggio al suo maestro John Ford, con John Wayne, James Stewart e Henry Fonda nelle parti principali. McMurtry scrive il copione: nasce così il primo abbozzo di Lonesome Dove, sebbene con un altro titolo. Alla fine il progetto non giungerà in porto, ma quella storia continua a ronzare nella testa di McMurtry per più di dieci anni, finché non decide di scriverci un romanzo. Lonesome Dove negli Stati Uniti è subito salutato come un capolavoro e vince il Pulitzer nel 1986. In seguito verrà adattato in una mini-serie televisiva, con Robert Duvall e Tommy Lee Jones, che ottiene un grandissimo successo e segna l’inizio del revival western al cinema, culminato con Balla coi lupi e Gli spietati. Da tempo irreperibile sul mercato italiano, Lonesome Dove torna ora in libreria in una nuova traduzione.

La citazione:

Ma Call capí al volo. – Non lo sai neanche tu. Potrebbe significare qualunque cosa. Potrebbe invitare la gente a derubarci.
Augustus scoppiò a ridere. – Se si presenta un bandito che sa il latino, che ci derubi pure. Sono disposto a correre il rischio di perdere qualche ronzino, in cambio della possibilità di sparare a un uomo colto, per una volta.

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Western epico, con una scrittura che spazza la prateria e abbraccia tutto quello che il genere richiede. - Recensione #libro Lonesome Dove (Larry McMurtry) Condividi il Tweet

Questa è l’America. Storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro (Francesco Costa), Mondadori, 2020, 204 pagine.

Ci sono pochi posti nel mondo dove il divario tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo è tanto ampio quanto nel caso degli Stati Uniti. L’influenza statunitense nei nostri consumi è così longeva che pensiamo di conoscere bene l’America quando in realtà, nella gran parte dei casi, la nostra idea è un impasto di luoghi comuni e poche informazioni concrete. Convinti che gli statunitensi siano tutti armati fino ai denti, non sappiamo, per esempio, che la metà delle armi in circolazione in America è posseduta dal 3 per cento della popolazione. Coltiviamo il luogo comune per cui gli Stati Uniti usino la mano pesante contro l’evasione fiscale e i reati dei cosiddetti colletti bianchi, ma in carcere ci vanno ancora soprattutto ragazzi neri. Ragioniamo e discettiamo sulla cultura americana e sulla sua idea di Stato e libertà, paragonando il tutto a quello che succede qui da noi, senza sapere o tener conto che gli Stati Uniti sono un Paese molto poco popolato: ci sono più persone nella sola New York di quante ce ne siano in 40 dei 50 Stati. Siamo abituati a leggere l’intera politica estera statunitense innanzitutto sulla base del petrolio, e della necessità di trovarlo, ma oggi gli Stati Uniti sono pressoché indipendenti dal punto di vista energetico. L’elenco potrebbe continuare. Allo stesso modo, abbiamo accolto il risultato elettorale più clamoroso in quasi tre secoli di storia statunitense, la vittoria del repubblicano Donald Trump alle presidenziali del 2016, a pochi anni di distanza dell’elezione di Barack Obama, primo presidente nero, come la logica e prevedibile conseguenza dei nostri luoghi comuni. Eppure ci sono fatti e cambiamenti profondi e non sempre visibili che spiegano eventi così straordinari. In quest’anno così cruciale per la politica statunitense, che porterà all’elezione di un nuovo presidente o alla rielezione di Trump, Francesco Costa riflette sulle trasformazioni e i problemi dell’America, quella vera, raccontandoci il doloroso ma inesorabile smarrimento di un Paese speciale che diventa ogni giorno più normale.

La citazione:

Facciamo tutto questo sulla base delle cose che crediamo di sapere, della nostra crescente incapacità di rispondere «non lo so» a qualsiasi domanda o, peggio ancora, adattando al contesto statunitense il nostro tifo politico locale.

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Fotografia nitida delle tante Americhe, di tanti aspetti che sfuggono quando l'immagine è solo Hollywood - Recensione #libro Questa è l'America. Storie per capire il presente degli Stati Uniti e il nostro futuro (Francesco Costa) Condividi il Tweet

Memoria del vuoto (Marcello Fois), Einaudi, 2016, 218 pagine.

Marcello Fois racconta la vita di uno dei banditi sardi più spietati – l’uomo su cui Mussolini mise la taglia più alta – e attraverso la storia di una vita che in molti modi fu eroica, racconta anche il sacrificio di una terra che negli stessi anni era in cerca un’identità. Da bambino Samuele Stocchino sa molte cose, anche della sua vita futura; ma le ha dentro, senza una lingua per esprimerle. Da soldato in trincea recita silenzioso l’eroe senza macchia e torna in patria italiano e decorato. Dopo aver disertato a Caporetto è rispedito a morire: ritorna cambiato. I compaesani si sono spartiti i suoi averi e la sua vita: nasce il bandito, l’ultima deriva di un morto vivente.

La citazione:

La coscienza era giunta come uno schiaffo in pieno viso. Perché è arduo dare un senso a tanta millenaria sofferenza. E le parole spesso mancano, ma resta dentro una memoria che è vuoto.

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Scrittura da urlo, immagini vivide, libro da leggere - Recensione #libro Memoria del vuoto (Marcello Fois) Condividi il Tweet

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