Tre libri in barca: Macchine come me (Ian McEvan), Piccoli colpi di fortuna (C.Piñeiro), Elevation (Stephen King)

Tre libri in barca: Macchine come me (Ian McEvan), Piccoli colpi di fortuna (C.Piñeiro), Elevation (Stephen King)

Nuovo formato, più condensato. Che ne dite?
Partiamo con il botto, come avete potuto notare nella lista delle letture del 2019.
PS: Qualcuno ha visto il cane?


Macchine come me (Ian McEvan), tradotto da Susanna Basso per Feltrinelli, 296 pagine, 2019

Con l’eredità che gli ha lasciato sua madre, Charlie Friend avrebbe potuto comprare casa in un quartiere elegante di Londra, sposare l’affascinante vicina del piano di sopra, Miranda, e coronare con lei il sogno di una tranquilla vita borghese. Ma molte cose, in questo 1982 alternativo, non sono andate com’era scritto. La guerra delle Falkland si è conclusa con la sconfitta dell’Inghilterra e i quattro Beatles hanno ripreso a calcare le scene. E con l’eredità Charlie ci ha comprato una macchina. Bellissima e potente, dotata di un nome e di un corpo, la macchina ha intelligenza e sentimenti e una coscienza propri: è l’androide Adam, creato dagli uomini a loro immagine e somiglianza. La sua stessa esistenza pone l’eterna domanda: in cosa consiste la natura umana?
Londra, un altro 1982. Nelle isole Falkland infuriano gli ultimi fuochi della guerra contro l’Argentina, ma per le vie della città non sventoleranno le bandiere della vittoria. I Beatles si sono da poco ricostituiti e la voce aspra di John Lennon continua a diffondersi via radio. Anche il meritorio decrittatore del codice Enigma, Alan Turing, è scampato alla morte precoce, e i suoi studi hanno reso possibili alcune delle conquiste tecnologiche di questi «altri» anni Ottanta, dalle automobili autonome ai primi esseri umani artificiali. Fra chi non resiste alla tentazione di aggiudicarsi uno dei venticinque prototipi esistenti nel mondo, dodici Adam e tredici Eve, c’è Charlie Friend. Certo, un grosso investimento per un trentaduenne che si guadagna da vivere comprando e vendendo titoli online. Ma Charlie è convinto che quel suo Adam bellissimo, forte, capace in tutto, «articolo da compagnia, sparring partner intellettuale, amico e factotum» secondo le promesse dei costruttori, gli sarà di grosso aiuto con l’affascinante ma sfuggente Miranda, la giovane vicina del piano di sopra. Per certi versi non ha torto. Il primo non-uomo ha accesso a tutto quello che si può sapere, dalla soluzione del problema matematico P e NP, all’influenza di Montaigne su Shakespeare, fino al modo di vincere le resistenze di Miranda e penetrarne il segreto. Un segreto complicato e doloroso che, quando emerge, pone ciascuno di fronte a un dilemma etico lacerante. Ma la legge piú inviolabile dell’androide recita: «Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno». E per un’intelligenza artificiale tanto sofisticata da anteporre la coscienza alla scienza, il concetto di danno può essere piú profondo e micidiale di quel che appare.

La citazione (ma una soltanto! Che decisione tremenda!):

Non appena divenne fattibile non ci restò altra scelta che provarci, e al diavolo le conseguenze.

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Sublimi parole vivisezionano la fantascienza. Per tutti, da leggere - Recensione #libro Macchine come me (Ian McEwan) Condividi il Tweet

Piccoli colpi di fortuna (C.Piñeiro), tradotto da Pino Cacucci per Feltrinelli, 162 pagine, 2016

Dopo vent’anni, una donna torna da dove era andata via. Era fuggita in seguito a una terribile disgrazia. Ma quella che torna è una donna diversa. La sua figura, gli occhi, persino la voce sono diversi. Non porta più neanche lo stesso nome. La riconoscerà chi la conosceva all’epoca? Lui la riconoscerà?
Mary Lohan, Marilé Lauría o María Elena Puyol – quella che è, quella che era, quella che è stata a volte – torna nei sobborghi di Buenos Aires dove vent’anni prima si era formata una famiglia e dove aveva vissuto fino a quando aveva deciso di scappare. Ancora non capisce perché ha accettato di tornare a quel passato che si era proposta di dimenticare per sempre. Però, mentre lo capisce, fra incontri attesi e rivelazioni inattese, capirà anche che a volte la vita non è né destino né casualità e che forse il suo ritorno non è altro che un piccolo colpo di fortuna.
Claudia Piñeiro sorprende e cattura con questo romanzo acuto e commovente in cui la realtà e l’intimità tessono un ordito serrato nel quale il lettore rimane intrappolato.

La citazione:

L’unica cosa che non c’è segnata, diceva Robert, è cosa farà ciascuna persona dopo esserci passata. È qui che interviene il libero arbitrio: decidere cosa fare dopo l’episodio, l’incidente, la guerra, la catastrofe, l’errore, la fatalità. Non è possibile evitarlo, su questo non c’è scelta, ma si può invece scegliere cosa fare dopo. E io ho scelto. Secondo Robert, non nel migliore dei modi. Ma ho scelto.

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Un soffio che racchiude in sé tutto. Pagine che volano via lasciando solo l'essenziale - Recensione #libro Piccoli colpi di fortuna (C.Piñeiro) Condividi il Tweet

Elevation (Stephen King), tradotto da Giovanni Arduino per Sperling & Kupfer, 2019

Un racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, in cui King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo. Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n’è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull’ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l’amicizia è sempre a portata di mano.

La citazione:

Le tornò in mente una frase che aveva letto al college, forse di Faulkner: La gravità è l’ancora che ci spinge verso la tomba.

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Da leggersi in un fiato ancorati alle proprie certezze - Recensione #libro Elevation (Stephen King) Condividi il Tweet

 

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