Come fare informazione con una newsletter – Il caso Guerre di Rete di Carola Frediani

Come fare informazione con una newsletter – Il caso Guerre di Rete di Carola Frediani

Guerre di Rete è una newsletter a cura di Carola Frediani “che ogni domenica seleziona e analizza (qui c’è l’archivio) notizie e storie di cybersicurezza, politica e Rete, sorveglianza, cybercrimine, diritti digitali, intelligenza artificiale, il tutto in chiave geopolitica o comunque il più possibile globale”.

Parlare di una newsletter testuale (con link ma senza fotografie) alla fine degli “anni 10” può apparire come se vi proponessi di costruire il vostro assistente personale preferito tramite delle “comode” dispense mensili da acquistare in edicola. Addomesticati al mondo delle APP, delle notifiche su imminenti stravolgimenti meteorologici oppure sulla rottura tra un attore e una modella, del LIKE compulsivo, dei segni di spunta dei messaggi (“ho visto che l’hai visto”) e dell’immagine prima di tutto (che diventa patinata o animata a seconda del canale), aprire la posta elettronica e leggere un lungo messaggio testuale restituisce la sensazione che proviamo quando apriamo un giornale dei primi del novecento.

Non si discute il valore strategico di una newsletter, tutti i social manager e gli esperti in acchiappaclienti concordano che rimane un capitale prezioso, se non il principale, di una strategia digitale. Eppure il successo della newsletter di Carola Frediani ha un sapore antico, ma non stantio. Ogni settimana ci porta sul fronte delle infinite guerre che si susseguono senza sosta nel mondo digitale, con un linguaggio preciso e documentato al punto giusto, da vera giornalista quale è. E la parola regna sovrana, niente farcitura di immagini, video o pubblicità.

Per me la lettura di Guerre di Rete è un piacevole aggiornamento su un tema che mi è caro, oltre che a una conferma di quanto scritto anche in NEXT – Il Prossimo passo, riportato in questo sito e sui Social, oppure raccontato nei vari incontri al pubblico.

Su Medium trovate una piacevole riflessione dell’autrice che merita un’attenta lettura. Estraggo (non me ne voglia) solo alcuni flash per lasciarvi poi alla lettura dell’articolo originale:

[Ho] lanciato […] una newsletter settimanale, Guerre di Rete, [perché] per fortuna si può fare informazione anche senza stare in una redazione […]

Soprattutto, la mia newsletter ha dei lettori. Che sembra una ovvietà, ma qui si parla di Lettori con la L maiuscola. […]

[La] newsletter ci fa respirare perché affonda chirurgicamente nel rumore di fondo, ed estrae una piccola oasi di ordine, semplicità, senso e tranquillità. Soprattutto, elimina il superfluo, le distrazioni, la caciara, le esche visive e i flash emotivi. […] Ci fa riappropriare — da lettori — dei nostri tempi informativi. […]

Dare aggiornamenti, riprendere quel: “ah ricordate questa storia? è andata così”. Ecco: il “come è andata” è una voce troppo spesso assente sui giornali. […]

Dulcis in fundo, ho capito che le persone adorano i link negli articoli […] E piacciono i link ben circostanziati, che possibilmente mostrino dove si va a finire, che fonte è, se c’è un paywall. Non interrompono, ma arricchiscono. Non divagano, ma rinforzano.

Per finire, la newsletter è completamente gratuita. Quindi, per sostenere l’autrice vi consiglia l’acquisto dei libri Guerre di Rete (2017) e #Cybercrime (2019).

UPDATE: aggiornato link alla newsletter

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