Recensione in un tweet: L’uomo di Calcutta (Abir Mukherjee)

Recensione in un tweet: L’uomo di Calcutta (Abir Mukherjee)

Descrizione:

Calcutta, 1919. Non sono neanche le nove di mattina e la calura bagna la camicia di Sam Wyndham, giovane veterano britannico della Grande Guerra con un passato doloroso, arrivato a Calcutta per unirsi alla polizia e iniziare una nuova vita. Di fronte a lui, in un vicolo cieco e buio, c’è un corpo contorto in maniera innaturale e mezzo affondato in una fogna a cielo aperto. Il cadavere è quello di un alto funzionario britannico. L’hanno trovato così, con la gola tagliata, un occhio strappato dai corvi e in bocca un biglietto che intima agli inglesi di lasciare l’India.
I suoi superiori credono che si tratti di un omicidio politico commesso dagli attivisti che si battono per l’indipendenza dell’India. Nel frattempo le notizie sul massacro di Amritsar, perpetrato dall’esercito di Sua Maestà, fomentano disordini tra la popolazione. È a rischio la stabilità dell’impero e il capitano Wyndham si trova coinvolto non solo in un’indagine impegnativa, che lo porta dai salotti dei ricchi imprenditori alle fumerie d’oppio dei quartieri malfamati, ma anche nelle lotte intestine dei suoi compatrioti. Deve risolvere il caso in fretta, ma qualcuno fa di tutto per impedirglielo. Ambientato in un’India ricca di fascino, costruito con grande abilità, L’uomo di Calcutta è un romanzo appassionante e pieno di colpi di scena, che cattura il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Le citazioni:

Quando pensi di aver visto tutto, è bello scoprire che un assassino può ancora sorprenderti.

Lo stile è quello che si definisce neoclassico coloniale, tutto colonne e cornicioni e finestre con le persiane. È dipinta di rosso granata. Se il Raj ha un colore, è il granata. Quasi tutti gli uffici governativi, dalle stazioni di polizia agli uffici postali, sono granata. Mi aspetto di scoprire l’esistenza di qualche industriale ben pasciuto, a Manchester o a Birmingham, che è diventato ricco dopo aver firmato un contratto per la produzione di un mare di vernice granata per tutti gli edifici del Raj.

Una polizia segreta era qualcosa che usavano solo le altre nazioni. Noi inglesi avevamo i canali alternativi.

Parecchi giardinieri nativi tosavano l’erba già perfetta, come barbieri affaccendati intorno a un calvo.
Inghilterra il coro dell’alba è gentile e melodioso, e ispira i poeti a comporre liriche su passeri e allodole. Ed è anche breve, per fortuna. Quelle povere creature, demoralizzate dal freddo e dall’umidità, cantano alcune note per provare che sono ancora vive, poi la piantano e cominciano la giornata. A Calcutta è diverso. Non ci sono allodole ma solo corvi grassi e unti, che cominciano a gracchiare alle prime luci dell’alba e vanno avanti per ore, senza interruzione. Nessuno scriverà mai poesie su di loro.

Mai sottovalutare la fortuna, Sam. Io preferisco un ufficiale fortunato a un ufficiale brillante. Quelli fortunati tendono a vivere più a lungo.

Nessun inglese sarebbe mai stato condannato su quelle basi. Ma con i Rowlatt Acts bastava la sua reputazione per mandarlo sulla forca.

«È un cavallo della polizia, ben addestrato» dissi. «Non un toro selvaggio.» «Non metto in dubbio la competenza del cavallo, signore» replicò. «Ma gli dei non hanno fatto i bengalesi per cavalcare.»

«Mi piace arrivare alla verità» replicai. «Sono fatto così, vecchio stile.»

Fu il mio turno di ridere. «Non lavorerà mai per noi.» «Non ce n’è bisogno. Se si è davvero convertito alla nonviolenza, la cosa migliore per noi è lasciarlo libero di convincere più persone possibile a seguire la via pacifica. Tu cosa preferiresti: una rivoluzione armata o un mucchio di obiettori di coscienza? Guarda, questa stupidaggine della nonviolenza è tra le cose migliori che potessero capitarci.»

La valutazione in un tweet:

Piacevole thriller storico che toglie orpelli e retorica all'epoca coloniale britannica - Recensione #libro L'uomo di Calcutta (Abir Mukherjee) Condividi il Tweet

I dati del libro:

Titolo: L’uomo di Calcutta
Autore: Abir Mukherjee
Editore: SEM
Numero di pagine: 348
Anno di pubblicazione: 2018
Traduttore: Alfredo Colitto
Genere: romanzo

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