Recensione in un tweet: Il giorno dei trifidi (J.Wyndham)

Recensione in un tweet: Il giorno dei trifidi (J.Wyndham)

La descrizione:

Bill Masen è ricoverato in ospedale e bendato, dopo un’operazione agli occhi. Un mattino si sveglia e si ritrova circondato da un silenzio insolito: sembra quasi che la vita intorno a lui si sia fermata…Si toglie le bende e si trova davanti a uno spettacolo orribile: gli esseri umani sono quasi tutti ciechi per effetto di una pioggia di meteore, e il mondo intero rischia di piombare in una spirale di caos e violenza. Poche persone hanno conservato la vista e tentano di riorganizzarsi, ma un’altra minaccia, molto più grave, si affaccia all’orizzonte: i Trifidi, piante geneticamente modificate che si nutrono di carne, anche umana, si sono accorti del loro vantaggio ecologico, si apprestano a occupare lo spazio vitale, a procurarsi il cibo di cui hanno bisogno…
Pubblicato per la prima volta a puntate nel 1951 sulla rivista americana “Collier’s”, “Il giorno dei Trifidi” ebbe un successo istantaneo ed è stato il primo esempio di affermazione ‘di massa’ della fantascienza moderna dopo Jules Verne e H.G. Wells. La sua profezia sul crollo della civiltà e sulla vendetta della natura appare sempre più attuale, e il romanzo è considerato un vero e proprio classico della letteratura inglese, nella tradizione distopica e visionaria che va da Wells a Orwell, a Ballard.

Le citazioni:

Ma quella mattina tutto era diverso dal solito. Diverso in modo sconcertante perché tanto misterioso. Non c’era fragore di ruote, o rombo di autobus; in realtà, non si riusciva a udire il rumore di un solo veicolo. Né freni, né clacson, neppure il trotto dei rari cavalli che talvolta ancora passavano di là. Né il confuso trepestio di gente diretta al lavoro. i limiti della follia, specialmente quando la follia è prodotta dalla paura, non sono facili a definirsi.

Fu poco tempo dopo che un primo trifido tirò fuori le sue radici e si mise a camminare.

Una volta mio padre mi aveva raccontato che, all’epoca dei bombardamenti di Londra, tra un allarme e l’altro, lui soleva girare per la città con gli occhi più aperti che mai, a scoprire negli edifici bellezze che non aveva mai notato prima, e a dir loro addio. E ora anch’io provavo lo stesso sentimento, sebbene la situazione fosse assai peggiore.

C’era una cosa che rendeva la situazione più triste: mi chiedevo quante avrebbero detto: “Prendetemi con voi” mentre lei aveva detto: “Restate con noi”. E non seppi mai neppure il suo nome.

Le condizioni sono cambiate radicalmente. Non potete più dire: “Oh, caro, non me ne intendo di questo genere di cose” e lasciare che qualcun altro lavori per voi. Nessuno sarà più così stupido da confondere l’ignoranza con l’innocenza, ora: è troppo importante. L’ignoranza non sarà più considerata spiritosa e divertente. Sarà pericolosa, molto pericolosa. Se noi tutti non ci daremo subito da fare per imparare un mucchio di cose a cui prima non ci interessavamo, nessuno sopravviverà a questo disastro: né noi, né quelli che s’appoggiano a noi.

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I dati del libro:

Titolo: Il giorno dei trifidi

Autore: John Wyndham

Editore: Fanucci

Numero di pagine: 313

Anno di pubblicazione: 1951 (Edizione originale)

Traduttore: Maurizio Nati

Genere: romanzo

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