Recensione in un tweet: Infomocracy – un sistema perfetto

Recensione in un tweet: Infomocracy – un sistema perfetto

Descrizione:

Alla fine del XXI secolo, la terra è abitata ormai da dieci miliardi di persone, e l’introduzione dell’Informazione, un sistema di connessione globale, ha cambiato radicalmente l’assetto politico. Gli stati-nazione non esistono più, sostituiti da micro-comunità, che attraverso il voto in rete danno vita a una Supermaggioranza. Alla vigilia delle elezioni che dovranno stabilire quale sarà la nuova maggioranza che governerà il mondo, tre personaggi si muovono sulla scena planetaria, coinvolti a vario titolo nelle dinamiche politiche. Per Ken, queste elezioni sono la grande occasione di farsi spazio all’interno di Policy1st, il partito idealista al quale appartiene, e riuscire finalmente a raggiungere soldi e potere. Per Domaine, esponente di spicco di un movimento anarchico che si oppone strenuamente all’Informazione, le elezioni rappresentano un momento decisivo della sua battaglia politica, un’opportunità imperdibile di svelare la dimensione silenziosamente totalitaria del sistema, e le menzogne e le ingiustizie che si nascondono dietro la cosiddetta pax democratica. A Mishima, un’agente segreto al servizio dell’Informazione, è stato affidato il compito di tenere la situazione sotto controllo, e di fare in modo che lo sviluppo del più grande esperimento politico di tutti i tempi prosegua senza intoppi. Ma quando sono così tanti quelli che si muovono nell’ombra, le cose si complicano molto. Come sempre, quando «il sistema è perfetto», è la variabile umana che può cambiare tutto.

«Vent’anni fa, di comune accordo, la popolazione mondiale decise di tentare un passo senza precedenti, lo scopo era formare un nuovo ordine internazionale. A partire dalla prima elezione planetaria, i conflitti fra le giurisdizioni coinvolte nel voto sono stati sradicati, e il benessere e il commercio si sono diffusi a macchia d’olio.»

Le citazioni:

Lo scopo principale della micro-democrazia era permettere alla gente di votare i propri partiti dovunque fossero, ma moltissimi non si trovavano d’accordo con le 99.999 persone geograficamente più vicine.

Aprendo i confini (i confini che erano rimasti, se non altro) le varie amministrazioni erano riuscite ad attirare negli stessi luoghi una gran quantità di gente che la pensava allo stesso modo, consolidando il proprio controllo su quelle centurie per le successive elezioni ed estendendosi in quelle confinanti quando la popolazione aumentava. Alcuni giornalisti vent’anni prima avevano definito tale processo mandergerrying, ma è noto anche come «osmosi inversa», perché genera enormi concentrazioni di persone simili, a volte anche da un punto di vista etnico o razziale.

È tutto legato alla serie di incentivi che i sistemi propongono: fanno pensare la gente in un certo modo, e in un certo modo la fanno agire.

Il tuo destino era determinato dalla maggioranza, o da una minoranza di privilegiati, quanto fosse

ampia non contava.
Tanty spegne sconsolata la sua kretek. «Accedere all’Informazione è così facile da far pensare che la gente sia più vigile, che tutti diano almeno un’occhiata a come si comporta il proprio partito nelle altre centurie. Sai però come si dice: puoi anche dare a un elettore tutta l’Informazione del mondo, ma non riuscirai mai a farlo pensare come si deve.»

Perché anche le grandi aziende provino lo stesso astio le è molto più chiaro, ed è evidente in ciò che quel palazzo rappresenta. Come gran parte dell’apparato che contribuisce alacremente a tenere la gente informata, anche la sede di Singapore venne inaugurata grazie all’enorme risarcimento ottenuto in seguito al processo noto come Il popolo contro Coca-Cola et al., quando gli americani si resero conto che le bibite li stavano privando, in un certo senso, del diritto di essere magri.

«Credo si siano messi a controllare chi li controlla.»

L’IGNORANZA, proclamano gli stessi caratteri affilati di prima. La parola scompare e ne appaiono subito altre tre. È UN BENE

Pensavano che sarebbe bastato fornire dati certi su ogni candidato perché la gente facesse scelte consapevoli e più o meno sensate. Non aveva funzionato.

«Mi stai dicendo che mi hai pugnalato perché in questo hotel la connessione lascia a desiderare?»
Se spettasse a lei scegliere il motto che in tutto il mondo sovrasta le entrate dei loro uffici, sarebbe la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre.

«Cosa pensate che succederà», gli dà manforte Nejime, «quando la gente verrà a sapere cosa avete fatto? Quando chi vive a Singapore scoprirà che chi vive in Malesia crede di averli conquistati? Quando i turchi apprenderanno che, secondo le centurie greche di Liberty, Cipro appartiene completamente alla Grecia, o viceversa?» «Quelli che covano un simile odio reciproco», dice l’uomo, «raramente, abbiamo scoperto, consultano lo stesso tipo di Informazione.

«Qualsiasi sistema», dice, «ogni tanto ha bisogno di essere rinnovato con una rivoluzione.»

«Era come se la violenza potesse spargersi dappertutto, e a un certo punto ognuno fa ricorso all’Informazione solo per individuare tattiche e punti deboli… Ti rendi conto che uno dei nostri indicatori per una potenziale zona calda è la quantità di ricerche dell’Arte della guerra tradotto nella lingua locale?» Alza gli occhi al cielo. «Certa gente è talmente prevedibile. Quindi interveniamo noi e diffondiamo un po’ d’Informazione faccia a faccia dove pensiamo che questo tipo d’approccio possa fare colpo.»

La valutazione in un tweet:

Attuale come solo la fantascienza riesce ad essere. Lettura altamente consigliata - Recensione #libro Infomocracy - un sistema perfetto Condividi il Tweet

I dati del libro:

Titolo: Infomocracy – Un sistema perfetto

Autore: Malka Older

Editore: Frassinelli

Numero di pagine: 352

Anno di pubblicazione: 2018

Traduttore: Christian Pastore

Genere: romanzo

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