Recensione in un tweet: Artemis. La prima città sulla Luna (A.Weir)

Recensione in un tweet: Artemis. La prima città sulla Luna (A.Weir)

Descrizione:

Jazz Bashara è una criminale. O qualcosa di molto simile. La vita su Artemis – la prima città costruita sulla Luna – può essere davvero difficile a meno di non essere molto ricchi. Ma Jazz non ha un sostanzioso conto in banca e si deve barcamenare tra piccole truffe e contrabbandi occasionali, visto che con il suo stipendio ufficiale riesce a malapena a pagare l’affitto e deve saldare i debiti accumulati. Così, quando le si presenta l’opportunità di mettere a segno un grosso colpo che le consentirebbe di sistemarsi una volta per tutte, Jazz, nonostante gli evidenti rischi, decide di non tirarsi indietro. La ricompensa è una cifra da capogiro, ma l’impresa si rivela più pericolosa del previsto. Jazz si ritrova invischiata in una spirale di intrighi e cospirazioni letali. E a quel punto la sua unica possibilità di salvezza sarà rischiare il tutto per tutto, anche sapendo che la posta in gioco è il destino stesso di Artemis…

Le citazioni:

Facciamo del nostro meglio per evitare che la polvere lunare entri in città. Non ho saltato la decontaminazione nemmeno quando stavo per morire per la valvola rotta. Come mai tanta fatica? Perché la polvere lunare, se respirata, è estremamente nociva. È composta da minuscole particelle di roccia, che non sono mai state erose dalle intemperie, perché sulla Luna non esistono mutamenti climatici. Ogni pagliuzza è pronta a lacerare i polmoni come se fosse filo spinato. Credetemi, è meglio fumarsi un pacchetto di sigarette all’amianto che respirare quella roba.

Rimisi il dispositivo in tasca e mi avviai fuori. Gli altri avventori non mi salutarono, anzi non mi guardarono nemmeno. Dio, quanto amavo quel posto.

La città riluceva al sole come un mucchio di tette di metallo. Cosa? Non sono una poetessa. Sembrano davvero delle tette.

Controllai per l’ennesima volta che i valori della mia tuta fossero a posto. Mai affidarsi agli allarmi. Funzionano, ma si attivano troppo tardi. È l’operatore a doversi preoccupare della sua sicurezza.

«Caspita!», esclamai. «Se ne intende davvero di economia». «È il mio lavoro, cara. In fondo, l’economia è l’unica cosa che conta a questo mondo. La felicità delle persone, la loro salute e sicurezza si basano su di essa».

La Luna è un ottimo posto dove svenire, perché si colpisce il pavimento in modo molto delicato.

Sulla Terra nessuno sarebbe stato così pazzo da far scorrere dell’ossigeno pressurizzato in una tubatura, ma, sulla superficie lunare, non c’è niente che possa bruciare. Inoltre, sulla Terra, di solito le tubature si seppelliscono sottoterra per proteggerle da intemperie, animali e umani idioti. Qui non si fa nulla del genere. Perché mai dovremmo? Non abbiamo né intemperie né animali, e gli umani idioti sono per la maggior parte confinati in città.

La valutazione in un tweet:

Non all'altezza di The Martian, ma comunque ottima fantascienza, sporca e tosta - Recensione #libro Artemis. La prima città sulla Luna (A.Weir) Condividi il Tweet

I dati del libro:

Titolo: Artemis. La prima città sulla Luna

Autore: Andy Weir

Editore: Newton Compton

Numero di pagine: 382

Anno di pubblicazione: 2017

Traduttore: M.Lanfranco

Genere: romanzo

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