22 marzo 2018

Una premessa, sto scrivendo mentre tante tessere del puzzle non sono state ancora messe sul tavolo. Alcune appariranno nei prossimi mesi, grazie alle inchieste in corso sia giudiziarie sia giornalistiche. Altre rimarranno nascoste, almeno fino alla prossima gola profonda.

Lo scandalo è sulla bocca di tutti, e ha tutti elementi per una storia che ognuno racconta (o inventa) a suo modo. Provo quindi a mettere in fila i fatti conosciuti in una serie di post. Partiamo dai personaggi.

Il cast principale:

Aleksandr Kogan – foto by University of Cambridge (UK)

Aleksandr Kogan, ricercatore presso il Dipartimento di Psicologia di Cambridge (UK) e professore associato presso l’Università di S. Pietroburgo, riceve dal governo russo dei fondi per una ricerca intitolata “Stress, health and psychological wellbeing in social networks”. In parallelo all’attività accademica, sempre nel Regno Unito, fonda la società Global Search Research (GSR) con la quale nel 2014 crea l’applicazione thisisyourdigitallife, un set di test psicologici a disposizione degli utenti di Facebook che, in cambio, accettavano di mettere a disposizione i dati raccolti per scopi di ricerca scientifica. Per un certo periodo ha assunto il nome Aleksandr Spectre.

Cambridge Analytica. Offre i propri servizi ad aziende e partiti politici che vogliono “cambiare il comportamento del pubblico”. Ha sede (anche) a Londra in quanto è affiliata con il gruppo Strategic Communication Laboratories (SCL). È attiva in elezioni dalla Ucraina alla Nigeria, aiuta la monarchia Nepalese contro i ribelli, influenza l’opinione pubblica in Europa dell’Est e in Afghanistan per la NATO. A novembre 2015 affianca Nigel Farage e la campagna Leave per la Brexit.

Alexander Nix

Alexander James Ashburner Nix, amministratore delegato della Cambridge Analytica, durante il Concordia Summit del 19 settembre 2016, annuncia orgoglioso: “È un privilegio potervi parlare del potere dei Big Data e della psicometria nel processo elettorale […] Abbiamo profilato la personalità di ogni adulto degli Stati Uniti — 220 milioni di individui”. Poco tempo dopo, Trump scrive un tweet: “Presto mi chiamerete Mr.Brexit.

Facebook. Non penso che debba spiegarvi di cosa si occupa questo gruppo (a cui appartengono anche Instagram e Whatsapp), o sbaglio? Facciamola breve: Chi sono i clienti di Facebook? Se pensate agli oltre due miliardi di utenti attivi sul social network, allora segnalatelo nei commenti perché dobbiamo approfondiremo il tema.

Personaggi secondari e comparse:

Anche se appaiono per pochi attimi, sono fondamentali per l’evolversi della storia.

foto @Channel4News

Christopher Wylie. Canadese, ex direttore della ricerca presso la Cambridge Analytica, è l’informatore che ha dato il via allo scandalo fornendo materiale al Guardian. In una intervista al giornale, ha ammesso di avere avuto lui l’idea e di averne supervisionato la realizzazione.

Robert Mercer. Principale finanziatore di Trump (insieme alla figlia Rebekah) e azionista di riferimento della Cambridge Analytica. Una carriera informatica iniziata in IBM nel 1972 occupandosi di Big Data per l’elaborazione del linguaggio naturale. Uscito da IBM, ha creato un fondo di investimento che usa pesantemente le tecnologie informatiche per prendere le decisioni. È diventato “parecchio” ricco. Nelle presidenziali ha prima finanziato Ted Cruz, per poi spostare le proprie risorse su Trump. Insieme alla figlia, detiene una quota significativa del sito di riferimento dell’estrema destra americana, Breitbart News.

Photo: @dgmuir/Twitter

Steve Bannon @Wikipedia

Steve Bannon. Cofondatore del sito alt-right Breitbart News, nell’agosto 2016 diventa responsabile della strategia elettorale per Trump e successivamente dello staff presidenziale, da cui esce l’anno successivo. Nello stesso periodo è vicepresidente della Cambridge Analytica.

Mark Zuckerberg. Fondatore di Facebook e attualmente quinto uomo più ricco al mondo. Devo aggiungere altro?

Alex Stamos @BlackHat2014

Alex Stamos. Capo della sicurezza della creatura di Mark Zuckerberg. Ha passato l’ultimo anno ad approfondire le modalità con cui Facebook è stata usata durante la campagna presidenziale.

Sheryl Kara Sandberg @Wikipedia

Sheryl Sandberg. Direttrice delle operazioni di Facebook, ha la responsabilità di mandare avanti la quotidianità del social network. Nel suo curriculum troviamo la Casa Bianca, la creazione del meccanismo pubblicitario di Google. Braccio destro di Zuckerberg e una delle donne più influenti al mondo.

Trump. Devo proprio? Diciamo che lui e il suo staff sono da più di un anno nell’occhio del ciclone per un sostegno russo nella campagna elettorale. Un grave reato nella legislazione americana che, se provato, porterebbe Trump sull’uscio della Casa Bianca.

David Carroll

David Carroll. Professore americano, desidera capire se e come è stato profilato per la campagna elettorale di Trump. Nel gennaio 2017 scopre che in base alla legge Britannica (ed europea) ha il diritto di chiedere a Cambridge Analytica la restituzione dei propri dati. Riceve un estratto del suo profilo insieme al rifiuto alla completa restituzione dei dati e alla loro distruzione. Denuncia la società scatenando il filone giudiziario britannico dello scandalo. Una situazione particolare, legata alla nazionalità della Cambridge Analytica.

Michal Kosinski

Michal Kosinski. Nel 2012 presso l’Università di Cambridge svolge una ricerca sperimentale su Facebook dimostrando che sono sufficienti 68 “like” da parte di un utente per individuare il colore della pelle (con il 95% di precisione), l’orientamento sessuale (88%), l’orientamento politico democratico o repubblicano (85%), più altre caratteristiche quali appartenenza religiosa, dipendenza da droghe. Dopo il risultato della BREXIT, un amico gli scrive: “Guarda cosa hai combinato”. La sua risposta: “No, non è colpa mia. Non ho costruito la bomba. Ho solo mostrato dove si trovava.”. A più volte affermato che lo smartphone è un enorme questionario psicologico, compilato senza sosta, in modo consapevole o meno da parte degli utenti.

 

(continua…)