Il watt (W) è l’unità di misura della potenza definita all’interno del sistema internazionale di unità di misura (SI). Misura quanto lavoro è eseguito in un secondo ed è ben conosciuto quando parliamo di energia elettrica, come la potenza di una lampadina o il picco massimo di energia prelevabile in base al contratto che abbiamo stipulato.

Non è l’unica unità di misura della potenza. Per gli appassionati di motori, la potenza si esprime infatti in cavalli-vapore, pari a 735,5 watt, definita come la potenza sviluppabile in media da un cavallo. Nota: nemmeno sui cavalli si va d’accordo con gli anglosassoni, infatti l’horse-power (HP) è pari a 1,014 cavalli-vapore (CV). Però HP suona meglio, è indubbio!

Quando nel 2011 IBM Watson vinse Jeopardy! molti pensarono che per il cervello umano fossimo arrivati alla frutta: presto le macchine ci avrebbero superato e rimpiazzato rendendoci obsoleti.

Ken Jennings - Il tuttologo

Ricordo che stavo in piedi dietro al podio quando ho sentito quel piccolo pollice da insetto che premeva il pulsante. Tic tic tic tic…

Mi sono sentito obsoleto. Mi sono sentito come un operaio di Detroit degli anni ’80 che vede un robot in catena di montaggio fare il suo lavoro.

Era la sola cosa in cui eccellevo, e all’IBM era bastato investire decine di migliaia di dollari, il suo personale migliore, migliaia di processori che funzionavano insieme per riuscire a rifarla, e meglio di me!

Premesso che al momento il nostro cervello (se acceso e ben usato) rimane di gran lunga più intelligente di qualsiasi macchina, quanta potenza richiedeva Watson nel 2011?

Secondo IBM, circa 20KW. Mille volte di più della potenza media degli sfidanti umani!

È indubbio che la tecnologia sia energivora, basta far caso alla spasmodica ricerca di una presa da parte dei proprietari di smartphone, tablet e dispositivi elettrici in generale, incluse le auto elettriche.

plug photo

Secondo Scientific American, con 20W il cervello può elaborare dati alla velocità di 2,2 teraflops (FLoating point Operations Per Second, numero di operazioni in virgola mobile eseguite in un secondo). Seppure tale misura sia opinabile e in letteratura si trovino stime parecchio diverse, tale prestazione piazza il cervello umano al sessantesimo posto nella classifica dei supercomputer mondiali Top500, in mezzo a elaboratori che consumano circa 1MW di energia.

Si capisce allora perché la ricerca stia provando architetture alternative meno fameliche di energia, come IBM con SyNAPSE, i microprocessori ispirati alla biologia del cervello umano.

In attesa, possiamo continuare a dormire sonni tranquilli. Dovendo muoversi con una centrale elettrica nello zaino, Il malvagio robot senziente non passerebbe di certo inosservato.

 

Condividi