#NEXT – Approfondimento – “Winnie Pooh e le caramelle al miele”

#NEXT – Approfondimento – “Winnie Pooh e le caramelle al miele”

Finito il BlogTour (complimenti al vincitore), vi ripropongo l’intervista a cura di Elisabetta, del blog Scaffali da riscrivere, che ringrazio di cuore per la disponibilità e la simpatia.

12 dicembre 2016

Ciao Elisabetta e grazie mille per l’ospitalità su Scaffali da riscrivere.

È un piacere essere qui per approfondire uno dei temi trattati in NEXT – Il prossimo passo.

Torniamo al 2012 (quanto tempo che è già passato!) e su uno dei miei canali comparve la ricerca denominata “The Honey Stick Project – Understanding the human threats and vulnerabilities facing mobile-accessible information”.

Mi attirò la prima parte del titolo. Già mi immaginavo un’enorme vasca di miele e un orsetto goloso che armeggiava con un prendimiele gigantesco mentre succhiava delle caramelle più grandi di lui.

Poi, lessi il resto del titolo e tornai agli scenari informatici 😆

 

La ricerca puntava a scoprire cosa succede a uno smartphone smarrito.

Verrà restituito? Qualcuno accederà ai dati memorizzati?

Cinquanta smartphone erano stati intenzionalmente “persi” e collocati strategicamente in zone ad alto traffico di New York, Washington, Los Angeles, San Francisco e Ottawa.

Del primo lotto di smartphone, “dimenticati” tra gli Stati Uniti e il Canada, solo la metà aveva ritrovato la strada di casa. Un risultato che non sorprende.

I dispositivi erano però stati riempiti con applicazioni spia, in grado di inviare ai ricercatori informazioni sull’utilizzo dell’apparecchio. Ebbene, la stragrande maggioranza di coloro che avevano trovato gli smartphone aveva cercato di accedere ai dati. Non solo alle informazioni minime per identificare il proprietario, ma (soprattutto) ai contatti, alle foto, alle applicazioni di social network, alla posta e… alle password!

Anche con i lotti successivi, e il passare degli anni, l’esito dell’esperimento non è mutato.

Quindi se perdete lo smartphone sappiate che chi lo trova cercherà di accedere ai vostri dati.

 

Se pensate che non sia così importante, che non ci siano rischi, seguite con me questo esperimento.

 

Un tendone bianco compare in una piazza di Bruxelles, Belgio.

Bruxelles padiglioneAlcuni passanti, scelti a caso, vengono invitati a partecipare a un nuovo programma televisivo. Il conduttore è Dave, un medium in grado di leggere la mente. Uno alla volta, i prescelti entrano nel padiglione, un po’ intimoriti, un po’ curiosi.

L’arredamento è minimalista, bianco come i capelli del santone che gli parla, li guarda negli occhi, si dimena mentre racconta fatti importanti della loro vita: dove abitano, un tatuaggio nascosto, le passioni, gli amanti.

«Non sono molte le persone a conoscenza di queste cose!», esclama una ragazza con aria imbarazzata.

L’uomo con facilità mette a nudo i segreti dei partecipanti. Alza la posta e si mette a snocciolare numeri di conti correnti, saldi, spese per visite mediche, vestiti.

«Spaventoso», commenta un giovane che inizia a preoccuparsi.

Basta spoiler ed eccovi il filmato

 

Inquietante, non trovate?

Eppure, non era questa la storia che si stava formando nella mia testa.

Ribaltando il punto di vista, tutto è stato naturale. Il thriller era pronto!

 

Grazie mille, Elisabetta per questa occasione. Alla prossima e i migliori auguri ai visitatori di Scaffali da riscrivere.

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