C come computer

C come computer

Per molti di noi, computer è sinonimo di hardware, della parte più fisica della rivoluzione digitale. Parliamo di RAM, CPU, disco e ci dilettiamo con le varie porte presenti. Il dispositivo che conosciamo oggi ha una lunga storia che affonda le radici nell’abaco, nel regolo calcolatore, nelle macchine di Pascal, Leibnitz, Babbage e, più di recente, nella tabulatrice di Hollerith. Tutte invenzioni nate per dare una mano a chi doveva “calcolare” eseguendo pochi compiti ben definiti: sommare, moltiplicare, catalogare e simili. Nessuna era infatti programmabile per usi generali, finché non è arrivato Turing a definire una teoria grazie alla sua macchina universale.

Il termine computer (“calcolatore”), però, era già in uso da parecchio tempo. Le grandi scoperte dell’astronomia furono frutto di tonnellate di computi svolti da donne chiamate appunto “calcolatrici”. È famoso l’harem di Pickering, quarantacinque signore assunte tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento per eseguire a mano complicate operazioni di computo presso l’osservatorio astronomico di Harvard, negli Stati Uniti. Sulla carta un lavoro sottopagato, nascosto e privo di sbocchi. Ma i maschietti non avevano tenuto conto delle capacità di quelle professioniste, donne del calibro di Annie Jump Cannon e Henrietta Swan Leavitt, che si distinsero con scoperte talmente straordinarie da consegnare i propri nomi agli annali.

Le calcolatrici di Harward, conosciute come l’harem di Pickering, in una foto del 1913

Durante la seconda guerra mondiale un nutrito gruppo di matematiche calcolò le traiettorie balistiche che in seguito sarebbero state riportate nelle tabelle di tiro per l’artiglieria. Pazienti, diligenti, precise e meno care dei colleghi maschi, sei di loro divennero le programmatrici dell’ENIAC, uno dei primi computer elettronici della storia. Eppure, ci vorranno ben cinquant’anni prima che il loro apporto venga reso noto. D’altro canto, ancora oggi si ignorano i nomi delle centinaia di calcolatrici che contribuirono al successo del progetto Manhattan.

Le sei programmatrici primarie dell’ENIAC, Kay McNulty, Betty Jennings, Betty Snyder, Marlyn Wescoff, Fran Bilas e Ruth Lichterman sono spesso ricordate come le prime “ENIAC Girls”.

Per fortuna, a volte riusciamo a sbirciare tra le pieghe della storia. Grazie a Il diritto di contare, libro di Margot Lee Shetterly da cui è stato tratto l’omonimo film, possiamo scoprire la storia delle calcolatrici della NASA e, in particolare, di Katherine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Perché va bene fidarsi delle macchine, ma fino a un certo punto…

«Chiedete alla ragazza di controllare i numeri» aveva detto l’astronauta. «Se lei conferma che sono giusti, sono pronto a partire.»

Da Il diritto di contare, Margot Lee Shetterly, trad. Cristina Ingiardi, HarperCollins Italia, 2017.

Katherine Johnson

«John, l’IBM si sbaglia.» Al Harrison a John Glenn – dal film Il diritto di contare, 2017.

P.S.: Al Harrison è un personaggio fittizio, creato ad hoc per “esigenze di narrazione”.

Hidden Figures (2016)
Hidden Figures poster Rating: 7.8/10 (189,176 votes)
Director: Theodore Melfi
Writer: Allison Schroeder (screenplay by), Theodore Melfi (screenplay by), Margot Lee Shetterly (based on the book by)
Stars: Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner
Runtime: 127 min
Rated: PG
Genre: Biography, Drama, History
Released: 06 Jan 2017
Plot: As the United States raced against Russia to put a man in space, NASA found untapped talent in a group of African-American female mathematicians that served as the brains behind one of the greatest operations in U.S. history. Based on the unbelievably true life stories of three of these women, known as "human computers", we follow these women as they quickly rose the ranks of NASA alongside many of history's greatest minds specifically tasked with calculating the momentous launch of astronaut John Glenn into orbit, and guaranteeing his safe return. Dorothy Vaughan, Mary Jackson, and Katherine Johnson crossed all gender, race, and professional lines while their brilliance and desire to dream big, beyond anything ever accomplished before by the human race, firmly cemented them in U.S. history as true American heroes.

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