Recensione in un tweet: Luce d’estate ed è subito notte (Jón Kalman Stefánsson)

Recensione in un tweet: Luce d’estate ed è subito notte (Jón Kalman Stefánsson)

Descrizione:

“A volte nei posti piccoli la vita diventa più grande”, a volte la lontananza dal rumore del mondo ci apre al richiamo del cuore e dei sensi, ci insegna ad ascoltare i messaggi dei sogni. È questo intenso sentire a erompere da ogni battito di vita in un paesino di quattrocento anime sperduto nella campagna islandese, dove la luce infinita dell’estate fa venir voglia di scoperchiare le case e la notte eterna dell’inverno accende la magia delle stelle. Un microcosmo che è come una lente di ingrandimento sull’eterna partita tra i desideri umani e le impietose trame del destino, tra i limiti della realtà e le ali dell’immaginazione. Il direttore del Maglificio che all’improvviso, per decifrare la frase di un sogno, si immerge nel latino e nell’astronomia fino ad abbandonare tutto per i segreti dell’universo, l’impiegata delle poste avida di vita che legge ogni lettera per poi rendere pubblici i più piccanti affari privati dei compaesani, l’impeccabile avvocato che crede che il mondo si regga sul calcolo ma poi scopre che non può contare i pesci nel mare né le sue lacrime. Ogni sentiero dell’animo umano sembra trovare spazio in un caleidoscopio di storie che abbraccia le pulsioni più torbide e i sentimenti più puri, il palpito dell’unica breve estate vissuta dagli agnelli prima di finire al macello e il brivido di un antico rudere che sembra aver risvegliato i fantasmi, o il bisogno di mistero che è nell’uomo. Combinando l’incanto della poesia e un umorismo implacabile ma pieno di tenerezza per le debolezze umane, Jón Kalman Stefánsson cerca una risposta alla domanda “Perché viviamo?” e la insegue immergendoci nel fiume in piena della vita. Ogni storia è un mondo sospeso tra la terra e il cielo, come un mito universale, una parabola dell’esistenza, ogni pagina è una rivelazione che ci tocca nel profondo e ci stupisce, ci fa ridere, piangere, arrossire, sognare.

La citazione:

Parliamo, scriviamo, raccontiamo di piccole e grandi cose per cercare di capire, di arrivare a qualcosa, di afferrare l’essenza che però si allontana sempre più come l’arcobaleno. Nelle storie antiche si dice che l’uomo non possa guardare Dio, equivarrebbe alla morte, e senza dubbio vale lo stesso per quello che cerchiamo – la ricerca stessa è lo scopo, il risultato ce ne priverebbe. E ovviamente è la ricerca che ci insegna le parole per descrivere lo splendore delle stelle, il silenzio dei pesci, il sorriso e lo sconforto, la fine del mondo e la luce dell’estate. Abbiamo un compito, a parte baciare labbra; sai per caso come si dice «ti desidero» in latino? E come si dice in islandese?

La valutazione in un tweet:

Affresco poetico in forma di prosa - Recensione #libro Luce d'estate ed è subito notte (Jón Kalman Stefánsson) Condividi il Tweet

I dati del libro:Luce d'estate ed è subito notte - Jón Kalman Stefánsson

Titolo: Luce d’estate ed è subito notte

Autore: Jón Kalman Stefánsson

Editore: Iperborea

Numero di pagine: 298

Anno di pubblicazione: 2013

Traduttrice: Silvia Cosimini

Genere: romanzo

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