Edison contro Hollywood

Edison contro Hollywood

La figura di Thomas Alva Edison è tra le più discusse della scienza e della tecnologia. Per alcuni è una sorta di Steve Jobs ante litteram: visionario, deciso, un uomo che ha cambiato la sua epoca. Per altri, il cattivo che serve in ogni storia, che si parli di Nikola Tesla o dell’elefantessa Topsy. In Edison, il mago di Menlo Park avevo già raccontato come il personaggio fosse controverso fin dai primi del ‘900: l’eccezionale abilità nel gestire i media iniziava a mostrare le prime incrinature, e dare contro al capostipite di tutti gli inventori e industriali non era più una pazzia.

Topsy, 1903
Topsy, 1903

L’epoca di Edison è stata costruita sui brevetti. Chi li possedeva governava la tecnologia e la sua applicazione (ricordate l’impossibilità di ottenere un telefono dalla società di Graham Bell nel racconto Telephone Divide?). In quella corsa all’oro, non era poi così raro che a registrare un brevetto fosse una persona diversa dall’inventore originale. Lo stesso Edison, per esempio, si appropriò delle idee dei suoi dipendenti (tra cui Tesla), esattamente come come pochi decenni più tardi farà Disney con il gruppo dei nove animatori principali. Letta in ottica favorevole ai personaggi, un esempio perfetto di gestione oculata del marchio.

Tornando alla frittura di elefante, la presenza delle attrezzature dello scienziato appare limitata alla volontà di registrare gli eventi.

«Non può negare, però, che la squadra di Edison fosse sul posto con le macchine fotografiche e la cinepresa del capo.»

«E allora? Lo sappiamo tutti che sono quasi dieci anni che Edison si è lanciato in quella buffonaggine dei lungometraggi. Li ha addirittura brevettati! Come se la gente volesse pagare per andare a vedere un idiota che starnutisce!»

Anche in questo caso, il mago di Menlo Park si era mosso con la solita strategia: brevetti e una ferrea vigilanza sulla loro applicazione. Mentre i fratelli Lumière chiudevano il XIX secolo con l’invenzione del cinematografo e di una loro pellicola, Edison aveva già ideato e fatto realizzare il cinetoscopio. L’apparecchio necessitava però di pellicola, ed ecco che Thomas Alva mise in campo l’altra metà della sua strategia: le alleanze. Strinse infatti un accordo con George Eastman, che a sua volta aveva fatto fruttare l’idea della pellicola di Hannibal Goodwill mentre il povero reverendo stava ad aspettare il riconoscimento del brevetto. Solo nel 1909 verrà indetto il Congresso internazionale degli industriali cinematografici, a Parigi, allo scopo di mettere ordine nel mercato e favorire il commercio delle opere tra i continenti, al termine del quale si fisserà come standard la pellicola da 35 millimetri, prodotta dalla Eastman Kodak su specifiche di Edison.

George Eastman, a sinistra con in mano una pellicola, e Thomas Edison
George Eastman, a sinistra, e Thomas Edison

Pellicola a parte, l’imprenditore nel frattempo si era già mosso per regnare sulla nuova industria. Nel 1908 aveva infatti fondato la Motion Picture Patents Company (MPPC), un cartello monopolistico in cui erano confluiti i vari protagonisti del mercato cinematografico: Biograph, Vitagraph, Essanay, Selig, Lubin, Kalem, American Star, American Pathé, oltre al principale distributore George Kleine e alla già citata Eastman Kodak. Del resto, non è che avessero molta scelta. Chi non aderiva, si ritrovava contro una mole schiacciante di brevetti.

Membri della Motion Picture Patents Company - Edison Laboratory, 18 Dicembre 1908. Prima fila (da sinistra a destra): Frank L. Dyer, Sigmund Lubin, William T. Rock, Thomas A. Edison, J. Stuart Blackton, Jeremiah J. Kennedy, George Kleine, and George K. Spoor. Seconda file: Frank J. Marion, Samuel Long, William N. Selig, Albert E. Smith, Jacques A. Berst, Harry N. Marvin, Thomas Armat(?), e George Scull(?).
Membri della Motion Picture Patents Company – Edison Laboratory, 18 Dicembre 1908.
Prima fila (da sinistra a destra): Frank L. Dyer, Sigmund Lubin, William T. Rock, Thomas A. Edison, J. Stuart Blackton, Jeremiah J. Kennedy, George Kleine, and George K. Spoor.
Seconda file: Frank J. Marion, Samuel Long, William N. Selig, Albert E. Smith, Jacques A. Berst, Harry N. Marvin, Thomas Armat(?), e George Scull(?).

Fin da subito, la MPCC smise di vendere i film passando a una logica di noleggio e prendendo il controllo delle sale di proiezione. In pochi anni, Edison e la MPPC misero le mani sull’intera filiera. Se qualcuno provava a fare il furbo, magari acquistando pellicole, cineprese e proiettori all’estero, riceveva la spiacevole visita di uomini armati di mazze e bastoni che distruggevano tutto e pestavano chiunque si mettesse di mezzo.

Posti di fronte al bivio tra abbandonare il mercato cinematografico ed entrare forzatamente nella MPPC, alcuni indipendenti scelsero una terza via: andare in California. All’epoca la distanza aiutava, i giudici locali erano meno influenzati dall’enorme potere di Edison e, ciliegina sulla torta, il posto permetteva di girare per molto più tempo all’anno e tra numerosi ecosistemi diversi. Tra i profughi c’erano i fondatori delle major odierne, come ad esempio Carl Laemmle della Universal Pictures e Adolph Zukor della Paramount Pictures. (Sia chiaro, non è che la distanza facesse miracoli: Edison li citò comunque in giudizio ben 289 volte.)

I Nestor Studio iniziarono a girare un western nel 1911
I Nestor Studio iniziarono a girare un western nel 1911
La ricerca di attori - Los Angeles Times on November 4, 1911
La ricerca di attori – Los Angeles Times on November 4, 1911

La diga iniziò a crollare per il “tradimento” di Eastman, che, nel 1911, interruppe l’esclusiva con la MPPC per vendere la sua pellicola anche agli indipendenti. Poi, nel 1913, i brevetti che difendevano la MPPC spirarono (all’epoca la durata di un brevetto era limitata a diciassette anni, di gran lunga inferiore all’attuale), cosa che fece crollare le entrate garantite dalle royalties e rese impraticabili future azioni legali. Inoltre, le casse della MPPC ebbero un ulteriore brutto colpo con lo scoppio della prima guerra mondiale e la conseguente riduzione degli incassi provenienti dal mercato europeo.

La pietra tombale sul monopolio venne posata dalla sentenza federale del primo ottobre 1915. La corte stabilì che la MPPC era andata ben oltre quanto concesso dai brevetti e che l’alleanza creata da Edison era contraria allo Sherman Antitrust Act, il cardine antimonopolio della legislatura americana. L’appello confermò la sentenza e, nel 1918, la MPPC venne ufficialmente smantellata.

The San Francisco Call 17 August 1912
The San Francisco Call 17 August 1912

Una serie di fortunate circostanze salvò quindi i migranti del cinema? La verità è molto più complessa.

Se da un lato le mutate condizioni legislative e di mercato diedero loro respiro, fu solo tramite coraggiose innovazioni che iniziò quell’avventura che ci porta a riconoscere Hollywood come la casa del cinema americano. La principale novità fu la produzione di lungometraggi. È infatti del 1915 la realizzazione del primo film come lo intendiamo oggi (Nascita di una nazione di David Mark Griffith).

Error:

Ancora arrabbiate per il comportamento di Edison, le major lo tennero ai margini della storia del cinema riscrivendone il ruolo. Nel 1940 uscirono due film su di lui prodotti dalla Metro-Goldwin-Mayer.

Error: Error:

In entrambi, il protagonista (deceduto nel 1931) viene dipinto come un grande inventore, mentre la componente imprenditoriale è minimizzata, se non addirittura taciuta. Da Edison, The Man, 1940 (Il romanzo di una vita):

I’m an inventor. […] Nobody—not even I—knows how useful they’re going to be or how profitable until I had a chance to work them out in my own way.

Sono un inventore. […] Nessuno, neppure io, sa quanto si riveleranno utili o remunerative finché non ho avuto l’occasione di elaborarle a modo mio.

La frase è come minimo incongruente con il personaggio, visto che nella realtà progettò la lampadina a partire da quanto doveva costare per garantire un profitto adeguato.

Aggiornamento Luglio 2019:

Chissà, forse prima o poi uscirà un film che lo descriverà com’era davvero. A prima visione, comunque, una parziale riabilitazione appare in Edison – L’uomo che illuminò il mondo – The Current War, con Benedict Cumberbatch, Michael Shannon Tom Hollande che dopo lunghe peripezie ha raggiunto le sale nell’estate 2019.

Error:

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.