Recensione in un tweet: L’uomo di Lewis (Peter May)

Recensione in un tweet: L’uomo di Lewis (Peter May)

Descrizione:

Sull’isola di Lewis viene rinvenuto il cadavere di un ragazzo miracolosamente conservatosi nel tempo. Il corpo, sul quale sono ancora visibili profonde ferite da taglio, inizialmente si ritiene sia rimasto sepolto per secoli. Ma nel corso delle analisi, sul braccio destro emerge un tatuaggio: Elvis. Dunque il ragazzo deve essere rimasto nella torba per una cinquantina d’anni al massimo. Sull’isola di Lewis, nel frattempo, ha fatto ritorno l’ex detective Fin Macleod. Abbandonato il corpo di polizia a Edimburgo, Fin è tornato per riaccomodare la vecchia fattoria di famiglia e lasciarsi alle spalle alcune vicende dolorose. La storia del ragazzo della torbiera, però, lo coinvolge fin da subito. Il Dna del cadavere infatti ha diversi punti in comune con quello di Tormod Macdonald, padre di una vecchia fiamma di Fin, ora diventato un vecchio obnubilato dalla demenza senile. Un uomo che aveva sempre dichiarato di non avere parenti. Una verità che, come Fin ben presto scoprirà, Tormod aveva buoni motivi per continuare a tenere nascosta.

La citazione:

Quando sei giovane, un anno è una grossa fetta della tua vita e sembra durare per sempre. Quando sei vecchio, ce ne sono già stati molti prima e passano troppo veloci. Ci allontaniamo così lentamente dalla nascita, e ci avviciniamo così rapidamente alla morte.

La valutazione in un tweet:

Il primo della serie ti spiazza, il secondo ti conquista - Recensione #libro L'uomo di Lewis (Peter May) Condividi il Tweet

L'uomo di Levis - Peter MayI dati del libro:

Titolo: L’uomo di Lewis

Autore: Peter May

Editore: Einaudi

Traduttrice: Chiara Ujka

Numero di pagine: 368

Anno di pubblicazione: 2013

Genere: romanzo, thriller

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